Le fobie post-quarantena

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Dalla paura del contatto fisico a quella degli spazi chiusi: le paure degli italiani dopo la reclusione forzata sono aumentate. Ecco come uscirne 

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L'Italia riapre e prova a ripartire. La quarantena sembra ormai relegata nel passato. La Fase 2 ci ha permesso di riprendere lentamente confidenza con il mondo esterno. Ma c'è chi, oltre alla paura del virus, si ritrova oggi ad affrontare nuove fobie. Da un lato c'è chi si rifugia nella Sindrome della Capanna. Dall'altro c'è chi ha scoperto che l'emergenza Coronavirus lo ha cambiato per sempre.


Le fobie nate dopo la quarantena: come ci ha cambiato il Coronavirus

Dalla paura del contatto fisico a quella degli spazi chiusi, fino alla paura di rimanere single, gli esperti di Guidapsicologi.it hanno creato un elenco delle fobie più diffuse come postumi della quarantena. Ecco quali sono e, soprattutto, come affrontarle e superarle. 

Agorafobia

La parola deriva dal greco e significa letteralmente "paura della piazza". Si riferisce allo stato di ansia che colpisce la persona che si trova in spazi aperti. Dopo tante settimane di clausura, il ritorno nel mondo esterno potrebbe generare terrore.

Claustrofobia

Siamo all'opposto: la claustrofobia è la paura degli spazi chiusi, dell'asfissia, della limitazione dei propri movimenti. Dopo la quarantena, è una delle possibili conseguenze sulla psiche.

Demofobia

È la paura della folla. Dopo un lungo periodo di isolamento, tornare a vedere altri esseri umani per strada può essere confortante, ma anche difficile, a causa del rischio di essere contagiati. Ecco che una grande moltitudine di persone può stimolare ansia e attacchi di panico.

Ipocondria

I telegiornali ci hanno bombardati con bollettini medici, elenco di sintomi, precauzioni da prendere per evitare il contagio. La paura di ammalarsi è legata anche al rischio di essere asintomatici: quindi di avere il virus senza saperlo.

Tanatofobia

All'estremo dell'ipocondria, c'è la tanatofobia, la paura della morte. Temere di morire - l'unico destino a cui non possiamo sfuggire - diventa un fardello insostenibile. Si ha paura del proprio decesso e di quello dei propri cari, timore acceso anche dalle immagini tremende diffuse dai media nazionali e internazionali.

Rupofobia

Si tratta della paura dello sporco. Questa fobia si estende dall'esterno fino all'abito domestico. Disinfettare tutto alla perfezione e continuare a vivere è impossibile e questo crea ansia nel soggetto, che tenderà a riversare anche sugli altri questa sua paura.

Ecofobia

È la paura di stare in casa da soli. Si tratta di una fobia connessa alla propria autostima e alla capacità di gestione della situazione.

Eremofobia

È la paura della solitudine, legata anche allo stare soli con se stessi. In questo ultimo periodo, rimanendo soli in casa, si ha avuto tempo per confrontarsi con il proprio io, spesso con conseguenze nefaste sulla coppia. Per chi invece è rimasto proprio solo, la situazione si è fatta ancora più pesante.

Afefobia o aptofobia

Mani che si stringono

Foto William Perugini © 123RF.com

È la paura del contatto fisico, che può andare dal fastidio alla repulsione incontrollabile. Dopo la quarantena e il pericolo di alto rischio di contagio tra le persone, l'insicurezza regna sovrana. Per questo al minimo contatto si rischia di scattare.

Anuptafobia

È la paura di rimanere single. A causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, si teme che non si potrà incontrare presto qualcuno con cui iniziare una relazione. Questo tipo di fobia, molto spesso originata dalla pressione sociale, nasce dalla visione della coppia come unico modo per essere completi e felici.

Come affrontare le fobie e tornare alla normalità

Guidapsicologi.it offre qualche suggerimento da mettere in pratica al sorgere improviso di queste fobie. Ecco in utile vademecum:

  1. Non pensare di ottenere tutto e subito. Prenditi il tuo tempo, per tornare a vivere una vita normale.
  2. Piccoli passi. Bisogna avere molta pazienza con se stessi. Stiamo tornando a vivere e dovremo rieducarci alla quotidianità sociale. Sii indulgente con te stess* e non giudicarti.
  3. Gli attacchi di panico possono essere gestiti e non è detto che durino in eterno. A volte si tratta solo di conoscere e analizzare ciò che li ha provocati.
  4. Parlare dei propri stati d'animo è necessario per non sentirsi strani e soli. Confrontarsi con gli altri può aiutarti a capire che questi disturbi sono molto più comuni di quanto si pensi.
  5. Aiutati con lo yoga e la meditazione. Tutto ciò che lavora sulla respirazione e la concentrazione, ha un effetto benefico contro gli stati d'ansia.
  6. Ridi, anche delle tue paure. In questo momento di incertezza e tristezza, passare momenti divertenti è importantissimo anche per rafforzare il nostro sistema immunitario.

Se questi rimedi fai da te non dovessero essere efficaci, non aver paura: consulta uno psicologo, anche online. Le fobie possono essere gestite e sconfitte. Iniziare una terapia efficace, mirata alle proprie fobie, può portarti a una soluzione più rapida di quanto pensi. 

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