Psiche

Lavorare in pigiama aumenta la produttività?

Lavorare in pigiama potrebbe aumentare la produttività, ma incidere negativamente sulla salute mentale. A sostenerlo è uno studio congiunto australiano.

Lavorare in pigiama potrebbe aumentare la produttività, ma incidere negativamente sulla salute mentale. A sostenerlo è uno studio congiunto australiano.

Negli ultimi mesi lo smart working è diventato una modalità di lavoro sempre più diffusa e un numero sempre crescente di persone ha potuto svolgere le proprie mansioni in tuta da ginnastica o direttamente in pigiama (abolendo giacca,cravatta o tailleur). 

Ma questa tipologia di abbigliamento casalingo può influire sulla produttività? Se l’è chiesto un team di ricercatori australiani che ha voluto condurre uno studio specifico a riguardo.

Smart working e qualità del riposo

Entrando nel dettaglio, la ricerca è stata condotta su 163 accademici e ricercatori provenienti da varie zone dell’Australia da un gruppo di studiosi del Woolcock Institute of Medical Research, dell’University of Technology Sydney e dell’University of Sydney ed è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Medical Journal of Australia

Durante la prima ondata pandemica, dunque, i ricercatori hanno evidenziato come lavorare da casa non abbia influito sulla qualità delle mansioni svolte, bensì sulla salute mentale e sulla qualità del sonno degli intervistati.

Stando allo studio, infatti, il 41% del campione in modalità smart working ha constatato un aumento della produttività, ma più di un terzo ha riferito anche un oggettivo peggioramento del riposo.

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I risultati dello studio australiano: lavorando da casa si è più produttivi

Ma non è tutto: svolgendo questa ricerca, infatti, gli scienziati hanno anche voluto capire se indossare il pigiama di fatto potesse influenzare la produttività o le condizioni di benessere e/o equilibrio dei lavoratori.

Analizzando i dati, dunque, secondo il 59% degli intervistati utilizzare questo capo d’abbigliamento ha concretamente influito sulla performance, favorendo di contro però anche il declino mentale. 

Contestualmente, dallo studio è emerso altro: curare il proprio aspetto, vestirsi in maniera ottimale e mantenere quanto più possibile inalterata la normale routine quotidiana, infatti, sono tutti fattori che di fatto contribuiscono a rendere le persone più efficienti, produttive e meno inclini agli sbalzi di umore. 

smart working

Foto: arthurhidden - 123.rf

Gli elementi che possono incidere negativamente sulla produttività lavorativa

Tuttavia, lo studio congiunto ha tenuto conto anche dell’impatto dei figli sullo smart working. Dati alla mano, il 63% dei soggetti coinvolti nell’indagine ha riscontrato una riduzione della produttività quando ha dovuto lavorare da casa avendo vicino dei bambini

Inoltre, in questi mesi hanno inciso negativamente sulla qualità della performance dei soggetti intervistati anche i problemi di connettività della rete, le interruzioni di neonati durante le conferenze e la difficoltà a gestire il proprio team da remoto.

Di contro, gli autori dello studio hanno reso noto che la più alta produttività è stata registrata da chi ha svolto compiti specifici e mirati, come ad esempio scrivere articoli scientifici. Al contrario, ricercatori e accademici con meno esperienza hanno faticato ancora di più a destreggiarsi. 

Foto apertura: soloway -123.rf