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Il lato positivo

La rubrica di Elena Bernabè e Sandra Saporito per riuscire a guardare in una prospettiva diversa e arricchente anche le circostanze più complesse del nostro quotidiano.

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Psiche
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Esaurimento emotivo: come affrontare la stanchezza psicologica

Un periodo di forte stress può portare a uno stato di stanchezza psicologica da non sottovalutare. Ecco di cosa si tratta e cosa fare per stare meglio. 

Un periodo di forte stress può portare a uno stato di stanchezza psicologica da non sottovalutare. Ecco di cosa si tratta e cosa fare per stare meglio. 

Esiste una stanchezza dell’intelligenza astratta, che è la più spaventosa delle stanchezze. Non pesa come la stanchezza del corpo, né inquieta come la stanchezza della conoscenza emotiva. È un peso della coscienza del mondo, un non poter respirare con l’anima.

(Fernando Pessoa)

In questo periodo incerto e difficile siamo tutti stanchi. Non è però solo una stanchezza fisica: siamo sfiniti dal punto di vista psicologico e questa stanchezza è più difficile da superare poiché non si risolve solo con il riposo del corpo, c’è bisogno soprattutto del riposo dai pensieri e sappiamo tutti quanto è diventato difficile ai giorni d’oggi spegnere la mente e trovare la nostra quiete interiore.

L’esaurimento emotivo che accomuna tutti noi deriva da un periodo di forte stress, di preoccupazione, di grande incertezza e ora ci avvolge come una coperta troppo pesante che non riusciamo più a toglierci di dosso.

È uno stato d’animo che, infatti, appartiene alle persone che si sono sentite sovraccaricate di responsabilità, di impegni, di preoccupazioni, di problemi da risolvere e giungono ad un punto in cui sentono di non avere più le forze per affrontare tutto. È come se la nostra mente ci chiedesse in tutti i modi di fermarci, di riposarci, di riorganizzare le nostre giornate, di scegliere le nostre priorità.

Le caratteristiche della stanchezza psicologica

Quando ci svegliamo già stanchi, senza motivazione e con una percezione di fatica al solo pensiero di affrontare la giornata siamo probabilmente entrati nel tunnel dell’esaurimento emotivo. Facciamo fatica a trovare la motivazione per sorridere, per gioire, vediamo tutto nero e problematico, ci sentiamo intrappolati in una tristezza senza fine, siamo nervosi e poco propensi a parlare e ad avere relazioni sociali. Queste le caratteristiche principali di chi soffre di stanchezza psicologica.

A questi aspetti si possono poi aggiungere anche tutta una serie di sintomi fisici, una via psicosomatica scelta dalla nostra interiorità per scaricare lo stress tramite il corpo: ricordiamo per esempio i problemi digestivi, le rigidità muscolari, i disturbi del sonno, le cefalee e via dicendo.
Se non si viene data la giusta attenzione a questi campanelli d’allarme, la stanchezza emotiva trascinerà l’individuo in una sofferenza fisica e mentale profonda e difficilmente risolvibile se non con l’aiuto di un professionista.

La stanchezza peggiore è quella dell’anima.

(Anonimo)

Come affrontare l’esaurimento emotivo

Ci sono professioni (medico, infermiere, insegnante ecc.) o situazioni (lutti, cambiamenti, momenti con troppi impegni) che conducono la persona a sentirsi più stanca del solito. Questa stanchezza eccessiva non è da “risolvere” con l’assunzione di stimolanti come il caffè e non è assolutamente da giudicare con il senso di colpa per non riuscire a combinare nulla. Questa sensazione che abbiamo altro non è che un messaggio della nostra interiorità, è un invito a guardare la nostra vita, a chiederci cosa ci risucchia tutte le nostre energie vitali e come riuscire a ritrovare un equilibrio.

Se riusciamo ad essere tempestivi e a fermarci all’inizio a guardare questa nostra stanchezza forse non avremo bisogno di altro se non di riposo, di maggiore tempo di svago, di giornate più lente e rilassate. Se invece ci ostiniamo a trascinare il nostro essere stanchi giorno dopo giorno senza intervenire sul perché di questa fatica quotidiana, entreremo in un tunnel buio e riuscire a trovare l’uscita da soli sarà impresa ardua.

Ciò che però dobbiamo sempre avere in mente è che la stanchezza giunge a noi non per distruggerci, ma per avvertirci che qualcosa è da cambiare. E’ quindi una grande maestra della nostra interiorità, un faro che può illuminare parti di noi nascoste o non prese in considerazione.

La stanchezza sa essere spietata e dura, ma a volte ha una dolcezza che ti lascia senza difese e ti dice chi sei.

(Fabrizio Caramagna)

Strategie da mettere in atto quando giunge la stanchezza

  • Se la stanchezza arriva per portarci un messaggio è importante riuscire ad ascoltarla. Eccovi alcuni consigli per mettersi in ascolto della nostra interiorità:
  • Dedicarsi il più possibile ad attività che ci fanno stare bene. Le nostre passioni, gli hobby, lo sport sono in grado di far tacere i pensieri e di rilassare la mente e il corpo. E in uno stato di rilassamento emergono idee, intuizioni, soluzioni.
  • Provare a far zittire il senso di colpa. Se ci ritagliamo tempo per noi dobbiamo essere consapevoli che è un tempo non perso ma nutriente per il nostro benessere e che è solo stando bene e in forma che possiamo svolgere le cose al meglio.
  • Individuare ciò che è essenziale. Uno dei grandi compiti della stanchezza è quello di costringerci a fare pulizia nelle nostre vite, a scegliere cosa vale la pena fare e a lascare andare tutto il resto.
  • Se abbiamo superato il livello della stanchezza chiediamo aiuto, è il modo migliore per condividere il nostro penso interiore, alleggerirlo e comprenderlo.

So che sei esausta di cercare di essere tutte le persone che gli altri si aspettano che tu sia, vieni con me, andiamo in un prato a raccogliere fiori selvaggi e poi beviamo alla fontana e lasciamo che l’acqua ci scorra sulla mani e porti via tutto ciò che abbiamo creduto di essere.

(Fabrizio Caramagna)

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Elena Bernabè