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Il lato positivo

La rubrica di Elena Bernabè e Sandra Saporito per riuscire a guardare in una prospettiva diversa e arricchente anche le circostanze più complesse del nostro quotidiano.

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Psiche
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La lettera da dedicare ai nostri genitori divenuti anziani

Quando i nostri genitori invecchiano a volte è difficile accettare i cambiamenti che questa condizione comporta nel modo di rapportarci con loro. L'importante è trovare sempre un modo per tenere vivo e ben unito il nostro rapporto con loro, nonostante tutto.

Quando i nostri genitori invecchiano a volte è difficile accettare i cambiamenti che questa condizione comporta nel modo di rapportarci con loro. L'importante è trovare sempre un modo per tenere vivo e ben unito il nostro rapporto con loro, nonostante tutto.

Il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma è l’anziano che conosce la strada.
(Proverbio africano)

Quando i nostri genitori iniziano a non essere più tanto giovani avviene un cambio generazionale importantissimo. Dentro di noi ci sentiamo persi, perché l’immagine che abbiamo avuto di loro cambia all’improvviso. Non sono più loro ad essere i nostri protettori ma diveniamo noi i custodi della loro vita.

Non sempre siamo pronti a vivere un cambiamento così importante, nella nostra mente i genitori sono entità che rimangono tali e quali per sempre e vederli diventare anziani richiede un nostro cambiamento interiore profondo: non siamo più bambini, ma adulti che hanno il compito di prendersi cura di chi in passato si è preso cura di noi. È un vero e proprio scambio di vita!

La difficoltà di relazionarsi con i genitori anziani

Quando si ha a che fare con gli anziani si ha spesso a che fare con malattie, a volte importanti, con ritmi diversi, con frasi ripetute mille volte, con gli stessi pensieri di sempre. Non è facile riuscire a sintonizzarsi sul loro mondo e trovarvi il bello che hanno dentro di sé. Proprio per questo motivo i figli di genitori anziani vanno spesso in crisi poiché la loro vita abituale viene spesso stravolta dalle esigenze della vecchiaia e s’intensificano così tensioni accumulate nel tempo, litigi, battibecchi, lamentele e rabbia.

Ciò che siamo chiamati a fare in questo particolare momento della nostra vita è solo quello di esserci per loro. Di dedicare tempo, attenzione e cura, di approfittare della loro vita lenta, abitudinaria, semplice. Di ritornare alle origini. Stare con i nostri genitori anziani è un modo di riconnetterci con le nostre radici, di ricordarci da dove veniamo, di prenderci cura delle generazioni passate.

Gli anziani sono come i bambini: hanno bisogno di te e del tuo amore. Non dimenticarli, perché prima eri tu ad aver bisogno di loro.
(Fabrizio Caramagna)

>>>Leggi anche: «Una lettera per te che non ti vuoi mai bene»

La lettera da dedicare ai nostri genitori anziani

Non sempre è semplice comunicare con un anziano, tanto meno se quell’anziano è nostra madre o nostro padre. Le dinamiche relazionali che abbiamo sempre avuto con lei o con lui nella vecchiaia divengono ancora più marcate e riuscire ad uscire da questo labirinto comunicativo non è cosa da poco. Proprio per riuscire ad andare oltre a queste dinamiche famigliari vi vogliamo donare una lettera che sarà di aiuto più ai figli che ai genitori perché li conduce ad uno stato d’animo e di presa di consapevolezza in grado aiutarli a stare con loro con più calma, gentilezza e bontà.

Se vi piace e vi fa piacere la potete anche donare a loro, scritta a mano da voi: sicuramente il loro cuore si scalderà d’amore!

Caro papà e cara mamma,
faccio ancora fatica a credere che il vostro desiderio di vita ha generato me. Non ci penso spesso a questo miracolo ma quando mi soffermo a rifletterci sembra davvero incredibile. Ho dei ricordi meravigliosi con voi in vacanza o a casa della nonna che scandiscono ancora oggi le mie giornate: certi profumi e certe immagini di vita sono impresse nel mio cuore. La vostra giovinezza è ben presente dentro di me e anche se ora la vostra pelle è diversa, i capelli cambiati e il corpo è un po’ più rallentato vi riconosco ancora, soprattutto nel sorriso e nello sguardo. Siete ancora voi: quelli che mi consolavano quando da piccolo cadevo in bicicletta, quelli che mi prendevano la mano mentre passeggiavamo, quelli che mi guardavano con quel meraviglioso sguardo d’amore. Non vi ho dimenticati, anche se a volte faccio fatica a riconoscervi dietro a quelle rughe marcate e ai vostri stanchi movimenti! Penso a quanta fatica avete fatto a capirmi quando ero neonato ed ora io sono chiamato a fare altrettanto con voi: ad amarvi incondizionatamente, anche e soprattutto senza capirvi! Prometto che m’impegnerò con tutte le mie forze a ritornare con la mente e con il cuore al momento esatto della mia nascita ogni qualvolta mi relazionerò con voi: voglio ritornare là dove tutto è iniziato, dove è nata la nostra storia d’amore!

Gli anziani sono uomini e donne, padri e madri che sono stati prima di noi sulla nostra stessa strada, nella nostra stessa casa, nella nostra quotidiana battaglia per una vita degna. Sono uomini e donne dai quali abbiamo ricevuto molto. L’anziano non è un alieno. L’anziano siamo noi.
(Papa Francesco)

Foto apertura: pixabay