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Estate, scoppia la “padel mania”

Simile al tennis, ma più semplice da imparare e da giocare, è adatto a giocatori di tutte le età e sta conquistando sempre più seguaci. 

Simile al tennis, ma più semplice da imparare e da giocare, è adatto a giocatori di tutte le età e sta conquistando sempre più seguaci. 

Tra il tennis e il ping-pong c’è una disciplina che assomiglia parecchio ai racchettoni da spiaggia, e che si sta rapidamente allargando dalle spiagge ai campi veri e propri: è il padel, uno sport che unisce divertimento e attività fisica e sta conquistando sempre più adepti.

Il padel è nato in Messico come variante del tennis, e a differenza del ben più patinato gioco classico prevede l’utilizzo dei muri di delimitazione (diventati vetri, nel corso del tempo) del campo come superfici su cui è possibile far rimbalzare la palla. Il che significa che - almeno in una delle varianti - se la palla rimbalza sulla parete può essere ribattuta e il gioco può proseguire.

Il fascino esercitato deriva dal fatto che chiunque può giocarci e divertirsi, a prescindere dal grado di allenamento e preparazione atletica: non sono la potenza o la tecnica a dominare sul campo, ma la strategia e la prontezza di riflessi.

Il campo è di dimensioni più ridotte rispetto a quello da tennis, e la raccheta è più corta e priva di corde, ma conta su una superficie elastica con cui ribattere la palla, meno compressa rispetto a quella gialla che tutti collegano al tennis. Il servizio, infine, non è da sopra, ma da sotto.

La parti in comune con il tennis riguardano principalmente il punteggio, che viene tenuto (quanto tenuto) in maniera praticamente identica. Una variante meno intensa e complicata del tennis, insomma, e a portata di giocatori di tutte le età, che da Roma a Milano possono contare su un numero sempre maggior di campi di padel e di potenziali avversari o compagni di squadra (si gioca solitamente in coppia) con cui esercitarsi.