Dimagrire e tonificare

La sindrome del “sedere morto” esiste davvero. E tu ne soffri?

Il solo pensiero, neanche a dirlo, ci lascia fa rabbrividire. Eppure quella del dead butt è la sindrome più comune al giorno d’oggi.

Il solo pensiero, neanche a dirlo, ci lascia fa rabbrividire. Eppure quella del dead butt è la sindrome più comune al giorno d’oggi.

Meglio chiamarla con il termine inglese scelto dagli esperti internazionali, quanto meno per renderla meno preoccupante. Che poi allertante non è perché se la conosci, la previeni. Stiamo parlando della sindrome del sedere morto, quella che fa riferimento a un lato B piuttosto dormiente.

E farci i conti è doveroso, soprattutto quando trascorriamo la maggior parte del nostro tempo sedute su una sedia. Ma non preoccupatevi, la soluzione per risvegliare il fondoschiena, e renderlo tonico e bellissimo, esiste. Ma ci vuole un po’ di impegno.

Cos’è la sindrome del sedere morto?

Formicolio, poca sensibilità dei glutei, intorpidimento delle gambe e dolori alla schiena sono i sintomi, e le conseguenze, della sindrome del sedere morto e sono certa che, solo a leggerli avrete quella sensazione di averli proprio tutti. È capitato anche a me.

Tutta colpa del lavoro e delle tante ore trascorse alla scrivania, tra smart working, conferenze e computer. A questo si aggiunge la cattiva abitudine, che un po’ tutte noi abbiamo, di non alzarci mai dalla sedia, anche solo per sgranchire le gambe, e di saltare gli allenamenti per il poco tempo a disposizione.

Ecco, la sedentarietà non solo non aiuta al nostro benessere psicofisico ma crea anche degli effetti collaterali facendo addormentare, o morire come preferiscono dire gli esperti, i nostri glutei. Succede infatti che, stando in seduta fissa davanti al computer, i muscoli del nostro fondoschiena si intorpidiscono, fino a cadere in un latente letargo.

Gradualmente, quindi, la zona del lato B perde la sua forza e il tono, svuotandosi e diventando più piatto. A questo si aggiungo anche le posture errate e il poco allenamento.

Come si cura?

La risposta è sì. La sindrome del sedere morto è una vera e propria condizione clinica, ma conoscerla ci aiuta a prevenirla e a combatterla. Quindi niente panico! Si può evitare, infatti, con qualche accorgimento in più, come quello di alzarsi periodicamente dalla sedia e, meglio ancora, se iniziamo a fare degli esercizi mirati.

Quello che conta è intervenire prontamente per riattivare i muscoli dei glutei addormentati. Quindi no, anche se si chiama Dead Butt Syndrome il nostro sedere non è davvero morto: è solo caduto in catalessi.

E se anche tu avessi la sindrome del sedere morto?

Ora che abbiamo scoperto che esiste la sindrome del sedere morto, e che a soffrirci probabilmente siamo in tante, scopriamo subito come correre ai ripari. Fortunatamente, infatti, la Dead Butt Syndrome rappresenta una condizione assolutamente reversibile.

Se diagnostica in maniera ufficiale, però, necessita di precisi trattamenti, come sequenze di esercizi specifici, consigliati da uno esperto. Quindi va bene essere stacanoviste, meglio ancora, però, se lo siamo con un sedere in forma e tonico. Scopriamo come.

Alzati dalla sedia e cammina

Alzarsi dalla sedia e camminare: questo deve diventare un vero e proprio mantra per tutte coloro che trascorrono la maggior parte delle ore della giornata sedute davanti al pc. Il consiglio è quello di fare una pausa ogni ora, due ore al massimo, e fare una passeggiata, anche sul posto.

In realtà, anche restare in piedi può essere d’aiuto. Forse non tutti lo sanno, ma il gluteo gioca un ruolo chiave per mantenerci nella posizione eretta. Quindi, anche semplicemente alzandoci, lo riattiveremo.

L’importanza degli squat

Gli squat non hanno bisogno di presentazioni, in tutte le loro varianti rappresentano, in assoluto, gli esercizi migliori per allenare i nostri glutei e rinforzare la muscolatura degli arti inferiori.

La semplicità del movimento è tale che, senza neanche accorgercene, facciamo degli squat tutte le volte che ci sediamo o ci alziamo da una sedia. Quindi perché non introdurre nella nostra routine una sessione di squat, anche nella loro versione più semplice, ogni giorno?

Non solo questi esercizi ci aiutano a combattere la temutissima sindrome del sedere morto, ma ci permettono di sollecitare anche articolazioni, ossa e tendini, al fine di rinforzarli e di garantire una maggior efficienza su tutti i movimenti.

Squat a corpo libero, in jump o con i pesi: scegliete pure i vostri preferito ma sfruttate questo esercizio straordinariamente efficace che apporta tantissimi benefici.

Più scale per tutti

E chi lo avrebbe mai detto che quelle faticose scale che tutte evitiamo di prendere si sarebbero trasformate nel nostro più prezioso alleato? Fate un bel respiro, indossate scarpe comode e dimenticatevi dell’ascensore.

Fare su e giù per le scale, infatti, ci aiuta a riattivare il gluteo. È l’anca, in questo caso, a chiedere supporto al nostro lato B per eseguire i movimenti che ci permettono di salire e di scendere.

Si tratta di un’attività aerobica molto efficace, che non presuppone alcun allenamento pregresso. Salire le scale ci permette di far lavorare i muscoli delle gambe e avere dei glutei davvero solidi.

Sapevate che una persona può bruciare fino a 500 calorie in un’ora facendo le scale? Ecco un altro buon motivo per dire addio all’ascensore e per alzarsi dalla sedia, subito!

Foto apertura: Olga Yastremska/123RF