5 cose da non dire mai a una trentenne

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A trent’anni sai esattamente quello che vuoi, ma soprattutto quello che non vuoi sentirti dire.

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Hai aspettato l’arrivo dei 30 anni un po’ come da piccolo aspetti sotto l’albero lo scoccare della mezzanotte per scartare i tuoi regali di Natale. Sei tra i pochi fortunati a cui la balla di Babbo Natale non l’hanno mai raccontata: per questo le tue aspettative sono più realistiche che mai. La lettera comunque l’hai scritta. “Cara Giochi Preziosi”…

Quando spacchetti il regalo dei 30 anni ci sono alcune cose che non avevi calcolato. La prima è che mai ti saresti immaginata di essere così felice a questa età. Ne parlavano tutti come la fine di tutto. I primi capelli bianchi. La cellulite. La tasse da pagare, ma anche il precariato.

A te non sembra poi così male guardarti allo specchio e sapere chi sei. Avere un lavoro che ti piace. Avere sgomitato per ottenerlo e per essere al punto in cui ti trovi esattamente in questo momento. Però, a dirla tutta, ci sono delle cose che farebbero meglio a non dirti. E no, non c’entra niente l’esistenza di Babbo Natale. Hai un'amica di 30 anni? Stai ben attenta a queste 5 frasi! 

5. Alla tua età avevo già te due figli

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Tic, tac, tic, tac… non c’è niente di peggio del ricordare a una donna, magari 30enne single, che quello che sente affievolirsi ogni giorno al mattino non è il suono della sveglia dopo una notte di baldoria, ma il suo orologio biologico. La leggenda narra che l’ultima persona ad averlo detto è stata ritrovata, secoli dopo, sepolta sotto i ghiacci.

4. Mi scusi, “signora"

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Sebbene una trentenne abbia imparato a ridere dei suoi capelli bianchi, che si ostina a nascondere per bene con le tinte dai colori più young, il suono della parola “signora” potrebbe risvegliare in lei il bisogno di andare a comprare una salopette anni '90. Scherzi a parte, non ci pensare nemmeno a farla sentire vecchia.

3. Possiamo fare un contratto a progetto e poi si vede

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“Poi si vede che questo non è il posto giusto per me”: una trentenne sa quanto vale il suo tempo e la sua capacità nel mondo del lavoro. Le esperienze sul suo CV parlano chiaro: il tempo delle prese in giro e degli stage non retribuiti è finito da un pezzo.

2. Ma quindi parti da sola? Mi dispiace

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“Ma sola sola?”. Quello che irrita di più non è tanto la frase in sé, ma l’espressione di commiserazione mista a finto buonismo dipinta sul volto di chi parla. Che di certo non è mai partito da solo, quindi non sa minimamente quello che si è perso.

1. Fossi in te, mi sposerei

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Fossi in te, me ne andrei in un posto molto accogliente, in compagnia di tante altre persone. Affanculo . Affari tuoi dicevo, quelli che dovesti farti.

Foto apertura: Dean Drobot © 123RF.COM

 

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