Cosa significa essere genderqueer?

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Genderqueer è la traduzione non letterale di genere non-binario. Si tratta di una parola utilizzata per indicare tutte quelle persone che non si riconoscono nel genere binario uomo/donna. Le persone genderqueen non condividono quindi l’idea che al mondo esistano solo due generi in base alla combinazione di cromosomi, genitali e ormoni sessuali, i fattori per i quali si viene definiti maschi o femmine in pratica.

Un genderqueer può sentirsi uomo e donna nello stesso tempo, identificarsi in alcuni dei tratti “distintivi” delle due categorie oppure in nessuno dei due. Si utilizza spesso il termine gender bender (dove bend vuol dire piegare, invertire) per indicare una persona che “trasgredisce” rispetto al comportamento previsto dal suo genere biologico (per esempio, i travestiti). Questa fluidità di genere prende anche il nome di fluidgender: il significato di genderqueer è dunque molteplice e complesso. Quello che accomuna tutti i genderqueer è il fatto di non identificarsi in un genere e di separare l’identità di genere dagli orientamenti sessuali o romantici.

Il progetto genderqueer

Il termine genderqueer viene anche utilizzato per indicare tutte quelle persone che lottano contro la concezione binaria dei generi, che continua a permeare la società. Nella teoria queer, che critica le convenzionali convinzioni sul sesso e sul genere, chi si definisce gender bender è un attivista che combatte contro le generalizzazioni sui generi.

I genderqueer possono decidere di cambiare fisicamente il proprio genere biologico, con operazioni chirurgiche o il ricorso a ormoni. Possono anche decidere di non modificare il proprio corpo, e di cambiare soltanto l’aspetto esteriore assumendo atteggiamenti e un certo tipo di abbigliamento che viene associato al genere opposto a quello che hanno ricevuto alla nascita. Ci sono, infine, alcune persone intersessuali fin dalla nascita.

genderqueer bandiera

Foto: monkeydluffy123rf / 123RF Archivio Fotografico

I simboli e la bandiera genderqueer

Quando si ha a che fare per la prima volta con una persona genderqueer, non si sa con quale pronome rivolgervisi. Alcuni preferiscono il pronome neutro (in inglese esiste), altri non ci fanno assolutamente caso. Nel dubbio, è sempre meglio chiedere per educazione. Il riconoscimento legale dei genderqueer è ancora in fase di realizzazione. In alcuni Paesi è stato ricosciuto un terzo genere, quello dei transgender.

La comunità genderqueer ha utilizzato alcuni simboli per rappresentare la propria identità, tra i quali una bandiera. È formata da tre strisce orizzontali di color lavanda (indica l’androginia), bianco (rappresenta gli agender) e verde (rappresenta il terzo genere).

Genderqueer e agender

Con genderqueer si indicano, dunque, anche gli androgeni, ovvero quelle persone che hanno al contempo tratti maschili e femminili. A volte viene utilizzato il termine transgender per indicare tutti i genderqueer.

Poi ci sono gli agender, che sono le persone “senza genere”, nel senso che non si identificano in alcun genere. Alcuni esperti sostengono che gli agender non siano una sottocategoria del genere transgender, ma rappresentino una categoria a parte.

Foto: creatista / 123RF Archivio Fotografico

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