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Yummy dummies - ricette a prova di incapacy

In cucina non sempre è vero che a tutto c’è rimedio, ma è vero che dietro ogni abominio culinario c’è sempre un perché e ve lo spiega Sofia, in arte Cucinare Stanca. Tutti i venerdì su DeAbyDay!

by Cucinare Stanca

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  • Difficoltà

    media

  • Categoria

    Dolci

  • Porzioni

    8-10

  • Tempo preparazione

    riposo + 50 min

    PT50M

  • Tempo cottura

    60 min

    PT60M

  • Tempo totale

    riposo + un'ora e 50 min

    PT110M

  • Cucina

    Italiana

  • Cottura

    In forno

Nelle ricette, come nelle persone, potrebbe esserci una zona d’ombra, un aspetto, un fantomatico ingrediente segreto, che non conosciamo e che non dovremmo affannarci a conoscere. Perché potrebbe essere quel "non sapere" a farci apparire tutto magico.

Nelle ricette, come nelle persone, potrebbe esserci una zona d’ombra, un aspetto, un fantomatico ingrediente segreto, che non conosciamo e che non dovremmo affannarci a conoscere. Perché potrebbe essere quel "non sapere" a farci apparire tutto magico.

È Pasqua e va be’, Pasqua veramente non se la fila nessuno, quindi non è che mo proprio io devo scrivere un articolo su questa festa, vero?

L’altro giorno stavo parlando con la mia amica Luisa, una mia ex compagna di corso della Cast Alimenti, la scuola di pasticceria che abbiamo frequentato insieme a Brescia. Ha appena aperto la sua pagina di cucina (@accettoicookie) e, da napoletana fino all’osso, mi diceva di voler portare online quello che lei fa già da anni a casa sua con la sua famiglia, le olimpiadi della pastiera. Un’opera di altruismo unico e anche di masochismo lieve: fare mille pastiere per Pasqua, da regalare a vicini, parenti e persone forse che ti vuoi baciare boh.

Le domandavo se si ricordava che l’anno scorso mi aveva dato la sua ricetta della pastiera proprio per Cucinare Stanca e, visti i miei obblighi di sbattimento verso tutti voi, quest’anno l’avrei replicata identica, se per lei non fosse stato un problema.
Lei molto cara mi ha detto che sì, più o meno la sua ricetta sarebbe rimasta quella ma comunque, ogni volta che la fa, cambia e prova qualcosa di nuovo.

Davvero dobbiamo sapere tutto di una ricetta? E delle persone?

Che cosa cambia? Me lo sono chiesto e l’ho chiesto a lei. Forse ho sbagliato, perché subito dopo ho pensato a una cosa: quanto è irrispettoso a volte indagare nelle "cose" degli altri? Costringerli in qualche modo a svelare qualcosa di se stessi contro la propria volontà, forse presi alla sprovvista in quel momento?
Ma poi con queste informazioni noi che ci facciamo? Quasi mai niente.

Mo questa è una ricetta e non stiamo qui a svelare il segreto della luna di fuoco però, per ampliare il concetto di “cose” io, fossi in noi, farei pace con il fatto che agli altri bisogna concedere il beneficio di avere un’area oscura e tenebrosa. Non come quelle/quegli scem* che conoscete voi, proprio un’area di sé all’ombra, della quale non ci è dato sapere, che non contiene necessariamente brutture o scorrettezza, contiene delle cose che non sono per noi, che non ci riguardano e che non possono essere oggetto di indagine.

Tutto questo per dire che non dovete guardare quando il vostro partner inserisce il codice sblocco sulla tastiera del telefono (no scherzo, ci dovete guardare… no, non è vero). È per dire che come il cibo a volte viene reso incredibile da questo fantomatico ingrediente segreto, anche le persone potrebbero essere straordinarie per quello che non sapete, per quel magical touch che non afferrate. Molto spesso l’ingrediente segreto nelle cose non esiste, e neanche nelle persone. A volte le persone non hanno proprio niente dentro, che quasi una parte oscura ve la augurereste per loro, ma niente, non ce l’hanno, ma quello lo capite senza indagini particolari.

Delle persone e della pastiera si può godere anche senza sapere tutto di loro

Soprattutto ripetiamo insieme un concetto a me sempre caro: non è tutto vostro. Non tutto riguarda voi, le persone non ce l’hanno con voi e non esistono solo due opposti nella vita: o la disperazione di non essere visti o la tragedia che tutto il mondo degli altri riguardi voi, le omissioni e la privacy compresa.
Della pastiera, come delle persone, si può godere anche senza saperne i segreti e a volte anche solo il pensiero che ne abbiano, li rende quella cosa un po’ senza senso, ma magica.
(No seconde famiglie, no finto lavoro, no figli nascosti).

>>> Leggi anche: «Casatiello, o l’arte di saper perdere»

Cosa vi serve per questa pastiera segreta, per due pastiere, una da 24/26 cm di diametro per voi e una piccola da regalare (a chi? a voi):

Ingredienti

  • Per la frolla:
  • 350 g di farina
  • 100 g di strutto
  • 130 g di zucchero
  • 2 uova
  • Essenza di fiori d’arancio o acqua di fiori d’arancio a vostro gusto
  • La buccia grattugiata di un limone
  • Un pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci (non rompete, solo qua, perché l’impasto è pesante)

    Per la crema:
  • 500 g di ricotta di pecora
  • 350 g di zucchero
  • 4 uova
  • 1 cucchiaino di cannella
  • Almeno 150 g di canditi all’arancia, o limone o cedro o tutti insieme, che mi frega.
  • Acqua di fiori d’arancio a vostro gusto, non esagerate.
  • i semi di una bacca di vaniglia
  • 350 g di grano già bollito da altri, per carità
  • 200 g di latte
  • 50 g di burro
  • La scorza di un’arancia e la scorza di mezzo limone

La ricetta della pastiera napoletana a prova di Incapacy

Allora iniziate con la frolla:

  1. Mescolate strutto, aromi, farina e lievito, cercando di fare una normale sabbiatura.
  2. Aggiungete lo zucchero e solo alla fine le uova, lavorate molto velocemente che già vi verrà un impasto morbido, se siete pure lenti ve lo bevete con la cannuccia.
  3. Coprite la frolla con la pellicola e lasciatela riposare in frigo per almeno 12/14 ore

    Frolla della pastiera

Per la crema, agite subito dopo la frolla:

  1. Mettete la ricotta in un colapasta per farle perdere un po’ d’acqua, se no questa pastiera vi si cuoce forse per la notte di San Lorenzo, per almeno 2 ore
  2. Passato questo tempo mescolatela con lo zucchero e mettetela a riposare per circa 10/12 ore in frigorifero
  3. Riprendetela e aggiungete le uova, l’acqua di fiori d’arancio o l’essenza (di qualità), la cannella, i canditi e la vaniglia. Lasciatela ferma lì.
  4. Prendete una pentola, metteteci il grano già cotto, il latte, il burro, il baccello della vaniglia svuotato dai semi, la scorza di un’arancia e la scorza di mezzo limone e cuocete a fuoco basso per circa 20 minuti, mescolando sempre
  5. Fate raffreddare questa melma bianca e unitela con la crema di ricotta che avevate lasciato ferma li.

    Crema della pastiera napoletana

  6. Riprendete la frolla, tiratela a circa 4 mm, ricordandovi di lasciarne un po’ per le strisce, e foderate una teglia.
  7. Bucherellatela un po’, senza fare crateri, versateci la crema fino a 3 mm dal bordo, fate le strisce, devono essere 7 e devono formare dei rombi.

    Pastiera napoletana prima del forno

  8. Infornate a 170°C per circa un’ora, si gonfierà un po’, si spaccherà, ma poi torna giù e si ricompatta bene.

Pastiera napoletana

Pastiera napoletana fetta

Ciao incapacy. Baci

Foto: Ilaria Muri