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Yummy dummies - ricette a prova di incapacy

In cucina non sempre è vero che a tutto c’è rimedio, ma è vero che dietro ogni abominio culinario c’è sempre un perché e ve lo spiega Sofia, in arte Cucinare Stanca. Tutti i venerdì su DeAbyDay!

by Cucinare Stanca

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Gua Bao: Capodanno cinese, o di come si parla delle cose che non si conoscono

  • Difficoltà

    media

  • Categoria

    Piatti Unici

  • Porzioni

    6

  • Tempo preparazione

    2 ore e 20 min

    PT140M

  • Tempo cottura

    15 min

    PT15M

  • Tempo totale

    2 ore e 35 min

    PT155M

  • Cucina

    asiatica

  • Cottura

    a vapore

I gua bao sono una ricetta tipica della cucina asiatica e sono, forse, il lasciapassare perfetto per partecipare, a modo nostro, a una festa che non tutti conoscono: il Capodanno cinese.

I gua bao sono una ricetta tipica della cucina asiatica e sono, forse, il lasciapassare perfetto per partecipare, a modo nostro, a una festa che non tutti conoscono: il Capodanno cinese.

Dici neanche è finito il Capodanno nostro, abbiamo appena finito di fare le chiamate per dire “sono positivo, sono entrat* in contatto di un contatto di altro contatto però forse vengo solo per il dolce”, che inizia già un altro Capodanno, quello cinese, che quest’anno cade il primo febbraio.
Allora io vi dico una cosa, io non so assolutamente niente del Capodanno cinese, quindi mi fa la stessa impressione del Capodanno occidentale: non so cosa fare, non so cosa dire e neanche cosa si dovrebbe fare.

Mi sento come all’esame di diritto privato II. Il Professore, che purtroppo bisbigliava, mi chiese «L’isciiii». Io, che avevo capito l’ICI, la tassa, e sapevo che non c’era nel programma, (ma purtroppo quello che penso io non ha senso dentro di me e penso sempre che gli altri abbiano ragione), ho attaccato: «Allora, sì, l’ICI è un’imposta che si versa sugli immobili periodicamente secondo dei calcoli particolari», avevo finito le informazioni presenti dentro di me, lui mi interrompe e mi dice: «No, mi scusi signorina, cosa sta dicendo? Mi deve dire cosa è il LEASING», che più o meno dentro di me suona come: «Parliamo del Capodanno cinese».

Se sai di non sapere, chiedi (alle persone giuste)

Nella vita io mi muovo così, non memorizzo informazioni, da buona ignorantella ripulita, non studio molto (se non le cose di cucina o le varie fisse momentanee che ho, tipo come diventare una Wicca). Però ho sempre presente dove reperire informazioni e soprattutto a chi chiedere le cose che non so, mantenendo sempre ottimi rapporti con tutti (nonostante i miei modi di fare discutibil)i, cioè con tutte le persone che apprezzo - non mi dite ”falzah”, non mi dite “ipocrita”, litigo con tutti.

In questo caso, onestamente, sul Capodanno cinese non sapevo a chi chiedere, quindi ho cercato online: il Capodanno cinese è una festa (e fino a qui stesso discorso dell’ICI, posso rispondere spedita). In occidente si chiama così perché siamo dei beceri, mentre nei paesi orientali dove si festeggia, non solo in Cina, ma anche in Corea, Vietnam, Nepal ecc., si chiama Capodanno lunare o festa di Primavera, dura diversi giorni e termina con la Festa delle Lanterne.

Tipo quella che fate voi con quelle spaventosissime lanterne di carta che vi ricascano addosso, perché non conoscete la teoria della mongolfiera e dell’aria calda e vi si bruciano i capelli o il terrazzo del vicino che puntualmente non c’è in casa e bisogna chiamare il numero unico per le emergenze.

Il Capodanno cinese cambia data ogni anno, è molto sentito, il colore della festa è il rosso (vi prego, basta!), il dolce tipico è un dolce di riso, che non ho intenzione di fare.
Sembra una festa speciale e spero che DeAbyDay mi faccia scrivere un altro articolo dopo esserci andata di persona, perché lo desidererei più di ogni altra cosa.

Tornando a noi, la ricetta di oggi ovviamente la faccio per la prima volta il giorno prima di dover consegnare questo articolo, perché sono imprudente e vivo due situazioni contrastanti: una sicumera preoccupante e immotivata e una sensazione di autodistruzione altrettanto preoccupante e immotivata. Come vi dicevo conosco tante persone carine che mi vogliono sempre aiutare e che hanno anche il ristorante cinese più buono di Roma, a mio avviso. Quindi mi sono rivolta a loro per la ricetta, che non è la loro, ma è una di cui si fidano.
Vediamo se io mi posso fidare di loro e voi di me.

Cosa vi serve per 12 panini al vapore:

Ingredienti

  • 175 g d’acqua tiepida
  • 3 g di lievito di birra disidratato
  • 10 g di zucchero semolato
  • 1 cucchiaio di olio di semi di arachidi
  • 290 g di farina 00
  • 20 g di amido di mais
  • 5 g di sale
  • 1 g di lievito chimico per dolci

    Per il ripieno:
  • 2 cucchiai di olio di sesamo (o di arachide per chi mi vuole sderenare che non trova le cose al supermercato)
  • 50 g di zucchero semolato
  • 700 g di spalla di maiale tagliata a dadini di circa 2/3 cm
  • 1 bicchiere di vino bianco (meglio se cinese ma io avevo il tipico vino di serie b da cucina)
  • 5/6 cucchiai di salsa di soia
  • 500 g d’acqua
  • Semi di sesamo
  • Carote alla julienne o insalatina quello che vi pare, anche verza tagliata fine

La ricetta dei gua bao a prova di Incapacy

Per preparare i panini:

  1. In una ciotola capiente versate l’acqua tiepida, il lievito in polvere, lo zucchero e un cucchiaio di olio di semi, lasciate riposare questo brodo per circa 15 minuti.
  2. Aiutandovi inizialmente con una frusta iniziate a inserire la farina e l’amido che avrete già setacciato insieme al lievito chimico e impastate ampiamente, solo alla fine aggiungete il sale e impastate per circa 10 minuti.
  3. La pasta non deve essere appiccicosa come voi, deve essere abbastanza liscia, quindi se vedete che vi si attacca alle mani aggiungete un po’ di farina.
  4. Spennellate la pasta con un po’ d’olio di semi e fate lievitare fino al raddoppio, dovrebbe avvenire in un’ora circa, ma controllate perché io che ne so se abitate in un igloo o se non pagate il gas e state senza riscaldamenti.

Mentre lievita l’impasto procedete con la carne:

  1. Scaldate l’olio di sesamo insieme allo zucchero, mescolate fino a che non vi sembra un caramello
  2. Inserite i tocchetti di maiale e fateli scurire in questa melma oscura
  3. Sfumate col vino, aggiungete la soia e mescolate per qualche minuto
  4. Aggiungete 250 g d’acqua, coprite e fate cuocere per almeno 30 minuti a fuoco allegro
  5. Passati i 30 minuti abbassate il fuoco, avendo cura di controllare il livello dell’acqua, ogni volta che evapora ne aggiungete un po’, a mestoli, per circa 1 ora e mezza.
  6. Una volta terminata la cottura, il maiale deve essere bello sfragnato e scuro, aggiungete altri due cucchiai di soia, un cucchiaio di olio di semi di sesamo e i semi di sesamo.
  7. Fate riposare 20 minuti con il coperchio.
  8. Una volta lievitato l’impasto dividetelo in 12 cerchietti e dategli una forma ovale.

  9. Tagliate 24 quadratini di carta forno che vi serviranno per non far attaccare i panini alla vaporiera e per non far attaccare i due lembi fra loro.
  10. Piegate gli ovali in due e fra i due lati mettete un quadratino di carta forno.
  11. Adesso non so cosa avete a casa, se avete la vaporiera elettrica, se avete quella di bamboo o se non avete niente. A seconda della vostra vita disorganizzata, mettete un foglietto di carta forno sulla base della vaporiera e cuocete al vapore i panini per circa 15 minuti senza mai aprire i coperchi, passato questo tempo spegnete la vaporiera o il fuoco e fate riposare i panini per 5 minuti se no si smosciano.

  12. Riempite i panini, se volete la carne cospargetela di semi di sesamo, ci potete mettere anche un po’ di carote, insalata o verza, per dare colore, ma vi assicuro che sono speciali così.

Ciao piccoli, ricordatevi sempre che più di una buona memoria è necessaria una buona fonte.

Foto: Ilaria Muri