Da Glee a Vita da strega: le 5 serie tv "maledette"

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Molto spesso tra i membri dei cast di molte serie tv sbocciano amori, rivalità o amicizie. In altri casi, però, gli attori hanno dovuto affrontare drammi, lutti e vicende giudiziarie.

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Capaci di farci appassionare sul piccolo schermo, sono tante le serie televisive che, in qualche modo, sembrano aver portato sfortuna al loro cast, tra attori morti prematuramente a causa di malattie, incidenti oppure suicidi, altri diventati dipendenti da alcol e droghe, altri ancora arrestati o coinvolti in terribili vicende giudiziarie.

Sfortuna dietro la macchina da presa: i cast delle amatissime serie tv funestati da tragedie

Da Glee a La famiglia Bradford, ecco le 5 serie tv “maledette”.

1. Glee

Glee aveva già una brutta fama, peggiorata ulteriormente dopo la morte di Naya Rivera, annegata nel lago Piru per salvare il figlio di quattro anni Josey facendolo risalire sulla barca che andava alla deriva. Il corpo di Naya (Santana Lopez nella serie) è stato ritrovato nel settimo anniversario della morte della co-star di Glee Cory Monteith (Finn Hudson), ucciso nel 2013 da una overdose di alcol e eroina. Nel 2018 si era invece impiccato Mark Salling (Noah ‘Puck’ Puckerman), con cui proprio Rivera aveva avuto una relazione di tre anni, riconosciuto colpevole di possesso di pornografia infantile.

2. Tre nipoti e un maggiordomo

Anche il cast di questa serie ha vissuto diversi drammi. L’attrice bambina Anissa Jones (Buffy) è morta nel 1976 a soli 18 anni, a causa di un’overdose di cocaina e altre droghe dopo una festa a Oceanside, in California. L’anno successivo, per un attacco apoplettico, è poi scomparso Sebastian Cabot, che interpretava il maggiordomo Giles French: aveva 59 anni. Nel 1997, vittima degli effetti depressivi della chemioterapia (aveva un cancro ai polmoni) e della morte della figlia, con un colpo di arma da fuoco si è infine tolto la vita Brian Keith (zio Bill).

3. Vita da strega

Set stregato, verrebbe da dire, quello della celebre sitcom andata in onda a cavallo tra gli Anni 60 e 70. Tanti membri del cast si sono infatti gravemente ammalati durante o dopo le riprese: Agnes Moorhead (Endora) è scomparsa nel 1974 a causa di un tumore, mentre Dick York (Darrin), che aveva un cronico problema alla schiena, fu costretto ad abbandonare la serie e diventò dipendente dagli antidolorifici, prima di morire per problemi respiratori nel 1992. La Samantha della serie, Elizabeth Montgomery, è scomparsa nel 1995 all’età di 62 anni per un cancro al colon, diagnosticatole poche settimane prima del decesso.

4. Il mio amico Arnold

Davvero complicata la vita del protagonista Gary Coleman: una malattia congenita ai reni, oltre a bloccarne la crescita, l’ha costretto a sottoporsi per due volte a trapianto dei reni e a dialisi. L’attore ha inoltre vissuto un tumultuoso rapporto con i suoi genitori, per il quale ha affrontato anni di vicende giudiziarie, ed è stato denunciato più volte per violenza domestica, prima di morire nel 2010, a soli 42 anni, a causa di una caduta. Dipendente da alcol e droga e persino arrestata per rapina a mano armata, Dana Plato (Kimberly) è scomparsa nel 1999, ad appena 35 anni, a causa di un’overdose di farmaci. Todd Bridges (Willi), l'unico attore del cast originale di Arnold ancora in vita, ha avuto seri problemi legati alla droga ed è finito più volte in manette.

5. La famiglia Bradford

Il cast di questa serie è stato colpito duramente già durante le riprese: basti pensare alla triste sorte toccata a Diana Hyland (Joan), costretta a lasciare il set a causa di un cancro al seno che l’avrebbe uccisa 12 giorni dopo la messa in onda del pilot. A proposito, nell’episodio pilota recita Mark Hamill (Luke Skywalker in Star Wars, David Bradford nella serie), che nel 1977 è stato coinvolto in un grave incidente d'auto e ricoverato in ospedale. Dopo la fine della sitcom, Adam Rich (Nicholas) è finito nel tunnel dell’alcolismo e delle droghe, stessi abusi che hanno portato alla morte Lany O’Grady (Mary) nel 2001, a soli 47 anni. Infine Susan Richardson (che interpretava l’omonima Susan), che ha dovuto affrontare depressione, dipendenza dalla cocaina e una rara patologia all’esofago che l’ha portata a perdere tutti i denti, nonché a pensare più volte al suicidio come raccontato in un’intervista.

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