Festival di Sanremo: le polemiche che hanno fatto la storia

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Da Celentano che volta le spalle al pubblico a Loredana Bertè con il finto pancione, fino alla vittoria negata a Elio e le Storie Tese e al lancio degli spartiti nel 2010, ecco 10 scandali che hanno segnato la kermesse. 

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Dieci conduttrici, tutte bellissime e (in almeno un caso) capaci di stare "un passo indietro rispetto al loro uomo". A proposito di passi, quello condotto da Amadeus non poteva iniziare con uno più sbagliato: tante polemiche, ancor prima del via. Eh sì, perché ne ha scatenate molte anche la presenza, tra i 24 big, di Junior Cally, nell’occhio del ciclone per alcuni suoi brani misogini. Ma si sa, a Sanremo la polemica è di casa e spesso fa anche audience. Ecco quelle che hanno fatto la storia.

24 mila baci e le spalle al pubblico

Nel 1961 Adriano Celentano è già una star, ma deve fare il militare come tutti. La sua partecipazione al Festival di Sanremo diventa possibile solo grazie a una dispensa speciale firmata dal ministro della Difesa, Giulio Andreotti: il Molleggiato scandalizza il pubblico voltandogli le spalle durante la sua "24 mila baci", che poi si piazza al secondo posto.

La censura colpisce Dalla

La storia di Sanremo è scandita anche da tante censure. Una delle più significative riguarda “4 marzo 1943” di Lucio Dalla, in gara nell’edizione del 1971. In origine il brano si chiama infatti “Gesù bambino”, ma la censura pretende il cambio del titolo: Dalla opta allora per la sua data di nascita. E deve anche rinunciare all’espressione «tra i ladri e le puttane», che diventa «per la gente del porto».

Le "benignate" del 1980

L’edizione 1980 vede la vittoria di Toto Cutugno, con Claudio Cecchetto alla conduzione, affiancato da Olimpia Carlisi e Roberto Benigni. Il comico toscano è in stato di grazia (o disgrazia, dipende dai punti di vista): si scambia un bacio di 30 secondi con la Carlisi, chiama il presidente del Consiglio dei Ministri Cossiga «Cossigaccio» e papa Giovanni Paolo II «Wojtylaccio». Quest’ultimo epiteto gli costa un'incriminazione (seguita da assoluzione) per offesa alla religione di Stato.

La simulazione di gravidanza

Nel 1986 Loredana Bertè debutta al Festival di Sanremo con il brano “Re”. Che oggi ricordano in pochi, a differenza dell’esibizione. La cantante sale infatti sul palco avvolta in un abito molto attillato e, soprattutto, con un finto pancione. La ‘simulazione di gravidanza’ (anche delle tre ballerine che la accompagnano) dà scandalo e i dissensi provocati dall’esibizione sanremese spingono la Columbia Records a stracciare un contratto discografico appena firmato.

L'incidente della spallina

La 37esima edizione del Festival di Sanremo passa alla storia per l’incidente della spallina di Patsy Kensit. Durante: durante l’esecuzione di “Will You Remember”, l’abito della cantante degli Eighth Wonder cede, lasciando intravedere il seno. E la cosa non passa certo inosservata.

Il finto tentativo di suicidio

Edizione 1995. Disoccupato, disperato e pieno di debiti, il 38enne Pino Pagano minaccia di lanciarsi dalla balconata dell’Ariston. A salvarlo è il conduttore Pippo Baudo, che negoziando in diretta lo convince a desistere dal tentativo di suicidio. 17 milioni di persone rimangono incollate allo schermo seguendo la ‘trattativa’. Peccato che Pagano un lavoro ce l’avesse e che non fosse assolutamente intenzionato a buttarsi: «Era tutta una messinscena, volevo diventare famoso, non ero neanche disoccupato», confesserà anni dopo.

Una vera terra dei cachi

Nel 1996 Elio e le Storie Tese conquistano il pubblico di Sanremo con “La terra dei cachi”. La canzone è geniale e sono loro i grandi favoriti. La sera della finale, però, a Striscia la Notizia viene annunciata la vittoria del duetto Ron e Tosca con “Vorrei incontrarti fra cen’tanni”, che poi trionfa davvero contro ogni pronostico. Il sospetto, mai confermato, è che il voto sia stato falsificato per impedire la vittoria degli Elii.

Diti medi e chitarre sfasciate 

Nel 2001 a far discutere sono due ospiti internazionali. Il primo è il rapper Eminem, che sulla cresta dell'onda con "The Marshall Mathers LP" mostra il dito medio al pubblico dell’Ariston. Il secondo è Brian Molko, leader dei Placebo: non solo fa lo stesso a favore di camera, ma a fine esibizione (la band presenta il singolo “Special K”) decide di sfasciare la Stratocaster nera sulla testata dell'amplificatore. Prendendosi una bordata di fischi dall’intera sala.

La protesta dell'orchestra

Nel 2010 a protestare non è il pubblico ma l’orchestra dell’Ariston, che in segno di dissenso per l’esclusione di Malika Ayane dal podio lancia gli spartiti sul palco. Il televoto aveva promosso Marco Mengoni, il trio Pupo-Emanuele Filiberto- Luca Canonici e Valerio Scanu, che vincerà poi con “Per tutte le volte che...”.

Crozza contestato

Fischi anche per Maurizio Crozza, che nel 2013 viene criticato dalla platea per la sua esibizione nei panni di Silvio Berlusconi: «Niente politica», gli urlano dal pubblico invitandolo ad andare via. Arriva in suo soccorso il presentatore Fabio Fazio, poi l’esibizione riprende dopo l’allontanamento dei contestatori. Ma ormai la polemica è fatta.

Foto: LaPresse

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