Da Sanremo al David: l'anno d'oro di Diodato

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Dopo il riconoscimento del David di Donatello, Diodato canterà alla cerimonia di chiusura della 77ma Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

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E’ l’anno dei premi per Diodato. Prima la vittoria al Festival di Sanremo con il brano Fai Rumore, poi il Premio della Critica Mia Martini, sempre a Sanremo e infine il David di Donatello e il Nastro d’Argento per Che vita meravigliosa, canzone contenuta nella colonna sonora del film La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek, oltre alla consacrazione popolare. Diodato sta vivendo davvero un anno eccezionale. E il 3 settembre scorso, l’artista pugliese ha ricevuto l’ultimo dei riconoscimenti dell’anno, il SOUNDTRACK STARS AWARD SPECIALE “MUSICA&CINEMA”, un premio per la sua straordinaria sintonia con il mondo del cinema.

L'ultimo dei grandi riconoscimenti arriva ancora una volta dalla Settima arte: in diretta dal palco della Sala Grande, Diodato canterà, durante la cerimonia di chiusura della Mostra del Cinema di Venezia condotta dalla madrina Anna Foglietta, una versione rivista di Adesso, uno tra i brani più celebri del suo repertorio e più che mai attuale. Il brano rappresenta uno stato di consapevolezza limpido, sincero, una volontà di sentire in maniera piena e quasi fisica il presente. Il brano, presentato a Sanremo 2018, è uno dei pezzi più amati dal pubblico del cantautore pugliese. La Cerimonia di chiusura della 77ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia sarà trasmessa in diretta sabato 12 settembre a partire dalle ore 19.00 su Rai Movie, Rai Play e sarà viisbile in streaming sul sito ufficiale e sui social della Biennale di Venezia. Assieme a Diodato sul palco salirà la poeta e drammaturga Mariangela Gualtieri

Sabato 4 luglio scorso è iniziata l’estate live di Diodato da Saint-Barthélemy, in Valle d’Aosta, a 2 mila metri di altitudine con un live da subito tutto esaurito che ha dato il via ai “CONCERTI DI UN’ALTRA ESTATE”, appuntamenti inediti, nel segno di un nuovo dialogo musicale fuori programma che vedono l’artista suonare dal vivo in alcuni posti straordinari, nel rispetto delle regole attuali che si sono conclusi il 7 e l’8 settembre al Castello Sforzesco di Milano. Diodato ci ha abituato d'altronde a portare la sua musica in luoghi meravigliosi come l’Arena di Verona a Maggio, dove ha cantato in diretta europa per i telespettatori dell’Eurovision Song Contest.

Il successo estivo: "Un'altra estate"

In un’estate ricca di tormentoni e reggaeton, Diodato ha pubblicato l’intensa ed evocativa “Un’altra estate”. Il brano racconta una normalità sospesa e una quotidianità cambiata, con lo sguardo di chi si affaccia al mondo dalla finestra di casa, scrutando ciò che accade fuori da un punto di vista nuovo, quello di chi osserva da dentro.

«Una delle cose ad avermi impressionato e incuriosito di più in questo periodo di lockdown è stato ciò che mostrava la mia finestra – dichiara Antonio Diodato - Costretto a rimanere in casa, ho lasciato vagare lo sguardo sul paesaggio cittadino che quello spiraglio dipingeva. Ho visto gli ultimi giorni d’inverno raccontare già la primavera che sarebbe arrivata, mentre nei nostri cuori rimaneva un freddo doloroso, un gelo che ancora ora fatica a sciogliersi.

La natura andava avanti, nonostante la nostra assenza e proprio grazie ad essa riconquistava i suoi spazi, i suoi profumi. Una primavera potente e insieme immobile sembrava volerci incoraggiare, quasi stuzzicare in modo crudele o forse solo indicarci la via per tornare con una consapevolezza diversa.

Ho aperto la mia finestra a Milano e ho sentito il profumo del mare. Sono gli scherzi che fa il desiderio di tornare a vivere. Arrivare su una spiaggia e ritrovarsi davanti quella distesa misteriosa e potente, densa terra di confine che ti insegna a respirare e a confrontarti con la libertà. Nei miei occhi chiusi, ho mosso i primi passi verso di lei, fino ad arrivare pian piano a farmi avvolgere dal suo infinito abbraccio. Ho scaldato il mio corpo con movimenti lenti ma sempre più costanti, puntando all’orizzonte, perché in fondo io, a quell’orizzonte, ci credo ancora» - racconta Diodato.

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