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Tutto su Edith Piaf, una vita tra arte e tormento

Dai difficili anni dell’infanzia al grande successo: ripercorriamo insieme la vita e la carriera di Edith Piaf, una delle cantanti francesi più amate di sempre.

Dai difficili anni dell’infanzia al grande successo: ripercorriamo insieme la vita e la carriera di Edith Piaf, una delle cantanti francesi più amate di sempre.

Dalla miseria di Belleville ai grandi palcoscenici internazionali: Edith Piaf non è stata per il suo pubblico soltanto una cantante. È stata ed è un'icona di forza, coraggio e autodeterminazione, simbolo di ribellione e riscatto per diverse generazioni che l'hanno amata e continuano ad amarla. Una donna in grado di trasformare l'intera sua vita in un'opera d'arte, tra musica, amore e tormento. La Piaf sta alla Francia come Giovanna D'Arco, la Tour Eiffel, il beaujoulais e il più pregiato degli champagne. 

Chi era Edith Piaf: le origini

Nata a Parigi nel 1915, già da piccola deve fare i conti con mille difficoltà. Edith viene chiamata così in ricordo di Edith Clavell, una spia inglese fucilata dai tedeschi. La madre, nata in un circo, è un'autentica figlia della strada. Il padre, contorsionista vagabondo, una specie di Zampanò felliniano, è un alcolizzato. Per questo motivo la cantante vive la prima parte della sua infanzia con la nonna materna, che però non si prende molto cura di lei e la fa vivere in pessime condizioni igieniche.

A due anni viene affidata alle cure della nonna paterna, che gestisce un bordello in Normandia. Un ambiente non proprio corrispondente a quello che in genere ci si aspetta per crescere un bambino. Per i primi 3 anni Edith è praticamente cieca: una cataratta congenita la rende non vedente fin dalla nascita, ma i nonni non lo dicono a nessuno. Guarisce, miracolosamente, a Lisieu, e da allora rimane particolarmente devota a Santa Teresa.

Edith ricorderà quel periodo con terrore: "Gli unici momenti in cui riuscivo a ridere era quando la notte mi rifugiavo nel sottoscala e provavo a cantare. Provavo per ore ed ore... posso dire di aver imparato a cantare proprio lì, in via Ramponneau".

A scuola ci va solo per un anno: le difficoltà dovute alla vista non le permettono di stare al passo con gli altri. A 7 anni inizia a seguire il padre in giro per la Francia lungo le sue peregrinazioni. Louis Gassion, questo il nome del genitore, coltiva il desiderio segreto che la figlia segua un giorno le sue orme. Ma la povera Edith non ne ha il fisico. In compenso, da quel corpicino scarno, esile e denutrito, ne esce inaspettatamente una voce da usignolo in grado di incantare tutti, sempre. Ogni volta che si esibisce.

Zizi, Zosette e Zouzou

A 15 anni Edith inizia a cantare da sola per strada. In quegli stessi anni incontra la sorellastra dodicenne Simone Berteaut, con cui ha in comune lo stesso padre. Assieme a lei e a Rosalie, la sorella di un ragazzo conosciuto in fabbrica, tal Raymond, forma un trio canoro: Zizi, Zozette e Zozou. Il marciapiede è il loro palco. Edith è in grado di cantare tutto il giorno e tutta la notte ma riesce a racimolare solo poche monetine, che un giorno diventeranno milioni. Il repertorio è fatto di canzoni popolari francesi: "Mon beau sapin", "Dènicheur", "Le chaland".

Il primo amore

A soli 16 anni la passionale Edith ha già alcune rughe sul cuore: le prime di una lunga serie di solchi causati da amori falliti e delusioni cocenti. Il suo primo grande amore fu Louis Dupont, conosciuto per caso una mattina, in un bistrot. Un vero e proprio colpo di fulmine. Quello che in Francia chiamerebbero coup de fodre. Due mesi dopo averlo visto per la prima volta già aspetta una bambina, Marcelle, portata via da una meningite all'età di soli due anni e mezzo.

 La carriera 

La prima vera scrittura Edith la ottenne grazie a Lulu, gestore di Juan Les Pins, un night di Pigalle. La sente cantare e le propone di farlo nel suo locale, la notte. 

Ma il vero debutto arriva a 20 anni, quando nella sua vita entra Papa Leplée. L'impresario, rimasto un giorno per ore ad ascoltarla senza interromperla mai, le propone di esibirsi  per la prima volta sul palco di un noto cabaret con il nome di “La Môme Piaf”.

Rimaste nella storia le parole del loro primo colloquio:

Come ti chiami?

Gassion Edith Giovanna.

Non è un nome da palcoscenico

In arte mi chiamo Huguette Elias

Bene, ho un nome fatto apposta per te: La mome Piaf (il passerotto)

Nessuno può resistere al fascino di quella voce, una voce possente che viene da un torace di passerotto: dopo qualche tournée in giro per la Francia, Edith inizia ad avere successo anche in Belgio e pian piano riesce a costruirsi una bella carriera. Durante  canta per i soldati tedeschi e proprio verso la fine del conflitto scrive “La Vie En Rose” uno dei suoi più grandi capolavori che la consacra agli occhi del pubblico e la fa conoscere anche negli Stati Uniti, rendendola immortale.

Le più belle canzoni di Edith Piaf 

Le canzoni di Edith Piaf, dai testi semplici, a volte persino banali, raccontano di povera gente, di storie meste e sconsolate, di desideri sopiti e proibiti dei sobborghi. La sua voce rauca, flebile, acuta, caleidoscopica, era capace di trasmettere lo sconfinato e straziante dolore del mondo.

Tante le canzoni famose della Piaf, oltre a “La Vie en Rose”. Tra le prime, scritte propri agli inizi della sua carriera, “Mon légionnaire” e “Le Fanion de la Légion”.

Negli anni ’40 è stata la volta di brani come “L'Accordéoniste”, ”Tu es partout” e “Les Trois Cloches”; mentre negli anni ’50 ha spopolato con canzoni amatissime come “Padam…Padam…“, “Sous le ciel de Paris”, “Les Amants d'un jour”, “Mon manège à mo”, “Non, je ne regrette rien”, “À quoi ça sert l'amour “e la famosissima “Milord”.

 Eisenhover le chiese di cantargli personalmente Autumn Leaves:

 Nel suo repertorio rientrano inoltre il famosissimo Hymme à l'amour e Il fait bon t'ameir:

Fra le ultime opere della Piaf la bellissima Musique à tout va:

 Amori e dolori di Edith Piaf 

Nonostante il successo, la vita di Edith Piaf non è stata tutta rosa e fiori. Uno dei suoi più grandi dolori è quello legato alla perdita della figlia, la piccola Marcelle Caroline avuta dalla relazione con Louis Dupont quando era ancora una ragazzina.

Tanti gli amori importanti (alcuni dei quali molto sofferti) della cantante francese: da quella con il collega Yves Montand a quella con il pugile Marcel Cerdan, storia d’amore molto travagliata che si è conclusa con la morte di lui in un tragico incidente aereo. Edith non si riprenderà mai dal colpo: "Quando stiamo insieme - aveva dichiarato poco prima dell'incidente - nulla più conta. Marcelle per me è il grande amore".

Nel 1952 arriva il matrimonio con il cantante Jacques Pills, finito parallelamente all’inizio di una nuova relazione, quella con il chitarrista Jacques Liébrand. La relazione inizia con un incontro di lavoro: Jaques si presenta a proporre ad Edith una canzone: Je t'ai dans le peau. Poco dopo Pills la chiede in moglie e lei accetta. Fra le sue damigelle d'onore c'è Marlene Dietrich. 

Tormentata dalla sua tossicodipendenza segreta, Edith inizia a soffrire di una grave forma reumatica. Finisce per essere ricoverata in una clinica disintossicante e interrompere le sue tournèe. Riuscì ad uscirne, ma dopo 5 anni il matrimonio con Pills naufraga quasi naturalmente. Nel 1959 ha il suo terzo incidente automobilistico: il dolore è fortissimo.

Al suo ritorno in Francia Edith era una donna distrutta: alcolizzata, malata, drogata. La fine sarebbe sopraggiunta presto non fosse stato per Charles Dumont, musicista responsabile di alcuni dei suoi più grandi successi. Come Mon dieu, Une valse, Les flons du bal. Tra loro non scocca la scintilla, però. E' in arrivo l'ultimo amore della sua vita: il cantante Théo Sarapo, sposato poco prima della morte. Lei 47 anni, era ormai una donna famosa. E consumata dalla vita. Lui, sconosciuto e nel pieno delle forze, aveva 27 anni ed era bello come un Dio greco. I parigini si mostrarono ostili a questo bizzarro amore, si pensò che fosse avvenuta una sorta di circonvenzione d'incapace. Non è la verità: Edith fu per Theo, madre, figlia e moglie. Lui la accompagnò teneramente per mano durante il suo ultimo anno di vita, trascorso entrando e uscendo dagli ospedali. Fino all'ultimo applauso della sua Parigi: 40.000 persone erano appostate nei dintorni del cimitero di Père Lechaise durante i funerali.

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Edith Piaf e Jacques Pills - LaPresse

5 curiosità su Edith Piaf 

Ma ecco qualche altra curiosità sulla celebre cantautrice francese!

  • Per via della sua statura, (era alta appena 1 metro e 47) era soprannominata “passerotto”.
     
  • Ha ispirato un film, uscito nel 2007, intitolato “La Vie en Rose”, proprio come una delle sue canzoni più famose.
     
  • C’è un asteroide che porta il suo nome.
     
  • A quanto pare è morta per complicazioni dovute alla cirrosi epatica, peggiorata anche da un consumo eccessivo di farmaci.
     
  • La sua tomba si trova al Pére Lachaise, il famoso cimitero parigino in cui riposano diversi personaggi celebri.

Foto apertura: LaPresse