Divertimento

Giù le mani da Grease (e da Sandy)!

Dopo i film Disney, Via col vento e Una poltrona per due, il film con John Travolta e Olivia Newton-John è finito nel mirino di chi ne chiede la cancellazione perché veicolo di disuguaglianza di genere e violenza.

Dopo i film Disney, Via col vento e Una poltrona per due, il film con John Travolta e Olivia Newton-John è finito nel mirino di chi ne chiede la cancellazione perché veicolo di disuguaglianza di genere e violenza.

«Sessista, omofobo, misogino»: Grease non ci piace più. Dopo averlo messo in onda sulla BBC1, il Daily Mail ha dedicato un articolo, millantando le voci giunte in redazione di molti spettatori che hanno gridato allo scandalo. Come abbiamo potuto amare, cantare trasformare in musical seguitissimi e applauditissimi un film che celebra la disuguaglianza di genere, premia lo stupro con un lieto fine e ipersessualizza anche una timida storiella d'amore nata sulla spiaggia? Insomma, a prescindere dalla veridicità delle proteste, c'è da dire che Grease è invecchiato un po' male.

Era già successo con Via col Vento e durante la Vigilia di Natale voci funeste si erano levate contro Una poltrona per due. Rossella O'Hara era razzista?, ci siamo chiesti. Sì, lo era. Ma forse siamo anche abbastanza grandi da capire cosa non è più accettabile fuori dal grande e dal piccolo schermo. In molti non ne sono così sicuri.

In Gran Bretagna li chiamano woke snowflakes, sorta di benpensanti, che si infiammano al primo accenno di violenza, disuguaglianza di genere, razzismo, misoginia, valori che oggi tutti condanniamo apertamente. Forse era un po' che non lo si guardava ma, ecco, in Grease queste cose ci sono tutte.

Grease: la trama

Grease è la storia di un ragazzo, Danny, che incontra una ragazza, Sandy. I due vivono una candida storia d'amore estiva. Poi lei si trasferisce nella scuola di lui e Danny si vede costretto a rimanere nella sua parte di duro, tutto brillantina, giubbotto di pelle e menefreghismo. Durante il film succede di tutto, accompagnato da alcune canzoni divenute famosissime, che chiunque è in grado di canticchiare.

Perché Grease non ci piace più

Dopo la trasmissione di Grease su BBC1 durante l'ultimo Boxing Day, le associazioni legate al movimento Black Lives Matter, ai movimenti LGBT+ e quelle in difesa dei diritti delle donne hanno messo in luce come il film sia portatore di valori oggi non più accettabili.

Una sequenza in particolare ha attirato l'attenzione di molti: quella in cui Danny e Sandy sono al drive-in e lui tenta di allungare la sua mano sul seno di lei. Sandy si ribella e lui le si getta addosso. Lei riesce a divincolarsi e scappa via, con tanto di porta sbattuta sui gioielli di famiglia di Danny. Forse la risatina smorza la tensione legata all'assalto in macchina. Forse è per questo che per anni questa scena ci ha fatto solo ridere.

Forse Grease non ci piace più perché abbiamo finalmente capito che la strofa della canzone Summer Nights, in cui Danny descrive la scena di seduzione con Sandy e chiedono più o meno «Dimmi di più, dimmi di più, lei ha lottato?» («Tell me more, tell me more, did she put up a fight?»), sembra un passaggio che vuole rendere la violenza sessuale una cosa da aspettarsi. Un po' di "normale" resistenza all'assalto del maschio.

Poi c'è la trasformazione di Sandy. "Per amore" di Danny si fora le orecchie, fa la permanente, smette i vestitini anni 50 e inizia a fumare. Non proprio una bella metamorfosi, ma l'idea che si vuole trasmettere è quella che ora Sandy, conciata così, è più sexy e desiderabile, oltre ché più "normale", per il branco.

Il movimento Black Lives Matter ha definito il film "troppo bianco". Quelli del movimento LGBT+ se la sono presa per la scena in cui l’annunciatore radiofonico Vince Fontaine, dice a tutti i ballerini di evitare di formare coppie dello stesso sesso. Quante volte abbiamo visto questo film? Quante volte abbiamo pensato che questi passaggi fossero sbagliati? Forse era ora. Ma forse è anche ora di fare qualcos'altro.

Gli avvisi per i film "pericolosi"

Sulla piattaforma streaming Disney+ sono apparsi gli avvisi su razzismo e stereotipi dei grandi classici. «Questo programma include rappresentazioni negative e/o trattamenti sbagliati nei confronti di persone e culture. Questi stereotipi erano errati allora e lo sono oggi, - si legge - Piuttosto che rimuovere questo contenuto vogliamo riconoscere il suo impatto dannoso, imparare da esso e stimolare un dialogo per creare un futuro più inclusivo. La Disney si impegna a creare storie con temi stimolanti che riflettano la ricca diversità dell’esperienza umana in tutto il mondo». È stato fatto per Lilli e il Vagabondo (dove due gatti siamesi incarnavano stereotipi anti-latinos o asiatici), Aristogatti (stessa cosa) e Dumbo (dove un gruppo di corvi ha voci nere esagerate e stereotipate).

Tutto ciò che è nato in un contesto storico in cui si era meno consapevoli dell'influenza dei media (o in cui si è scelto di avallare determinati stereotipi di genere) non può essere cancellato con un colpo di spunga, etichettato come indegno e nascosto. Guardare in faccia gli errori è sempre la strada migliore. Saper discernere i valori - giusti e sbagliati - ci fa anche capire quanto e come siamo cresciuti.

Foto apertura: Lux/LaPresse