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Cristina Parodi: Harry e Meghan? Come Fedez e Ferragni

Intervista esclusiva a Cristina Parodi, esperta di casa reale, in libreria con un libro dedicato ad Harry e Meghan e al loro gesto rivoluzionario.

Intervista esclusiva a Cristina Parodi, esperta di casa reale, in libreria con un libro dedicato ad Harry e Meghan e al loro gesto rivoluzionario.

Cristina Parodi è una delle voci più autorevoli che hanno raccontato la storia della monarchia inglese in Italia. Fin dall’inizio della sua brillante carriera giornalistica, – per “colpa” del suo allora direttore Enrico Mentana che le affidò i primi servizi sui reali al TG5 negli anni novanta – ci ha fatto appassionare, prima in tv e ora grazie alle pagine di un libro, agli amori, tradimenti e intrighi della Royal Family.

E vissero tutti felici e contenti? La profezia di Diana e un destino già scritto” è il libro appena uscito per Cairo Editore in cui la giornalista racconta e ricompone i passaggi dell’incredibile vicenda mediatica che ha coinvolto Harry e Meghan, che hanno preso la rivoluzionaria decisione di lasciare la famiglia reale inglese per andare a vivere da soli in America lontani da agi previlegi e feste di corte, portando quasi a termine quel cambiamento epocale iniziato da Lady D che per prima decise di staccarsi da Buckingham Palace divorziando dal Principe Carlo.

Abbiamo chiacchierato con Cristina Parodi, in questa esclusiva intervista per DeAbyDay, per capire con lei quali saranno gli snodi cruciali a cui andranno incontro Harry, Meghan e la loro ingombrante famiglia nei prossimi mesi: sono molte le sfide della giovane coppia che ultimamente a causa anche della pandemia e dalla malattia di Carlo e William, che hanno contratto il Covid19, si è tuttavia riavvicinata al palazzo.

Cristina, lei segue da sempre le vicende della famiglia reale inglese, prima al TG5 poi a Verissimo fino al programma Stirpe Reale che ha condotto per Canale 5. Cosa personalmente la affascina di questa famiglia?

Mi hanno incuriosito da sempre. Gli anni in cui nacque il TG5 erano anche gli anni in cui si scatenò l’attenzione mediatica sul cambiamento della monarchia inglese e come succede in tutte le redazioni, quando ti affidano una cosa e la fai bene, ti rimane e ne diventi esperta (ride! ndr). Magari se avessero affidato il primo servizio su Diana ad una mia collega, sarebbe diventata lei oggi l’esperta di case reali. Da quel momento in poi mi sono appassionata ai Windsor perché sono un fenomeno di costume e sociale. E’ stato interessante capire com’è cambiata la monarchia in quel periodo grazie ad una donna fragile e infelice come Diana che ha fatto una rivoluzione importante nel togliere una maschera di ipocrisia e distanza che c’era tra la corona e i sudditi, raccontando per prima le sue vicende sentimentali.

L’ho seguita talmente tanto che mi sono appassionata, mi sembrava di conoscerla da sempre: conoscevo i suoi vestiti, come si muoveva, come scendeva dalla macchina... Da lì è nata l’idea del libro legata anche all’incontro che io ebbi con Diana nel 1996, dieci mesi prima che morisse, in un convegno che presentai a Rimini. In quell’occasione riuscì a chiacchierare con lei in maniera informale e a catturare il suo messaggio d’amore. Mi ha parlato in quell’occasione dell’amore per i suoi figli, della sua volontà di passare più tempo con loro. Si augurava che riuscissero a trovare l’amore vero nella vita e a sposare la persona giusta. Da questo discorso è venuta fuori l’infelicità che si portava sulle spalle: l'amore infelice con Carlo e la mancanza di affetto ricevuto dalla famiglia reale. Questa, a posteriori, mi è sembrata una profezia rispetto alla scelta di Harry e Meghan che è stata abbastanza “rivoluzionaria” perché nessuno mai nella famiglia reale inglese aveva detto “Esco dalla famiglia”! Harry non sarebbe mai diventato re ma non voleva più essere dentro quella famiglia. Grazie anche alla forza di Meghan ha preso questa decisione.

Che idea si è fatta della coppia Harry e Meghan, chi è vittima e chi carnefice?

Spero che non ci sia nessuna vittima e nessun carnefice! Mi sembra che si amino e che Harry abbia trovato grande equilibrio e serenità dopo un’adolescenza molto tormentata. Quello che non si è ancora capito è se Meghan sia una donna ambiziosa e senza scrupoli che lo ha strappato alla famiglia o se sia una donna che lo ama davvero e che lo ha salvato, togliendolo da quella famiglia in cui non si trovava bene. Questo ce lo diranno solo gli anni a venire.

Nel libro scrive che Meghan quasi avesse in mente fin da piccola di somigliare a Diana, Harry ha anche dichiarato che le due sarebbero potenzialmente state grandi amiche.  Quanto la figura di Diana è presente secondo lei in quello che ha fatto Meghan?

Sono due donne molto diverse. Diana è diventata con il tempo una donna forte, ma ha iniziato il suo percorso nella famiglia reale a vent’anni, fragile infelice e con tanti problemi. Meghan mi sembra una ragazza più contemporanea, con un passato totalmente diverso, già divorziata, afroamericana, femminista. Sembra che Meghan, alla morte di Diana, da ragazzina rimase molto colpita da questa figura e da questa vicenda e che da allora abbia iniziato ad occuparsi di cause sociali: discriminazioni, bullismo ... quasi come fosse attratta dall’impegno sociale che Diana aveva manifestato negli ultimi anni della sua vita. Dallo sposare le cause sociali di Diana allo sposare il figlio il passo è stato breve. Secondo me Harry vede in lei quel trasporto verso gli altri, quella generosità, quell’umanità che Diana, la principessa del popolo, ha sempre dimostrato di avere.

Mi ha molto divertito il paragone che nel libro fa tra Harry e Meghan e i nostri Fedez e Chiara Ferragni: lei scrive “Badate bene in apparenza le differenze sono tante ma si tratta della stessa operazione”.

E’ l’evoluzione della popolarità dei reali in questo momento. Un tempo si era attratti da principi e reali perché erano distanti da noi, dalla gente, rappresentavano una vetta irraggiungibile di privilegi e potere. Oggi, attraverso la stampa e il cambiamento della società, vediamo anche i loro difetti e decisamente più vicini a noi. Perché Meghan non potrei essere io? Non serve più essere la principessa di sangue blu con un curriculum particolare, chiunque puo’ arrivare a quel livello e in quella situazione. Loro attraggono perché sono una sublimazione della normalità. Proprio come fanno oggi gli influencer . Due figure come Harry e Meghan sono due influencer al massimo livello perché sono tra le persone più conosciute del mondo, qualsiasi cosa facciano ha un eco pazzesca. Non c’è più questa differenza. Se penso alle principesse attuali o alle nobildonne, penso a Kitty Spencer ma anche alla stessa Kate Middleton nella sua abilità nell’indossare gli abiti di Zara per far vedere che è una donna come le altre, fanno un po’ le influencer oltre a rappresentare la monarchia. Non vedo più questa differenza che c’era prima e penso che questa sia la spinta che ha portato Harry e Meghan ad uscire dalla famiglia, ben consapevoli del loro potere di comunicazione e convinti di poterlo sfruttare per fini economici per mantenersi. Hanno già firmato un contratto milionario con Netflix, si parla di cifre molto importanti perché loro hanno questo potere di comunicazione, questo potere di influencer.

E’ passato quasi un anno dalla Megexit, cosa succederà adesso secondo lei?

Non ho la sfera di cristallo ma penso che la situazione, da quando se ne sono andati, si sia addolcita. Quest’anno maledetto di pandemia ha creato delle situazioni gravi anche nella famiglia reale inglese: prima la malattia di Carlo, poi quella di William hanno spinto Harry ad avvicinarsi di più, a sentirli e a riprendere contatti stretti. Harry e Meghan hanno poi già annunciato che quest’estate vogliono tornare nel Regno Unito perché si celebreranno i 100 anni del principe Filippo, i 95 della Regina e l’anniversario degli anni di regno. Sarà un’estate importante per loro. L’incognita è proprio questa. Cosa significherà? Questo li porterà a riconsiderare la decisione e a rientrare nella famiglia o significherà solamente che i rapporti sono più distesi e affettuosi ma loro continuano a rimanere fuori? Non dimentichiamo che Harry e Meghan hanno perso i loro titoli, non sono più altezze reali. Quando sono usciti dalla famiglia probabilmente pensavano di poter sfruttare questi titoli comunque, cosa che invece la Regina non ha voluto. Io personalmente non penso che torneranno sui loro passi ma è una previsione davvero personale. Bisogna vedere cosa succede quest’estate!

Si parla molto della serie The Crown. Avendo conosciuto nel 1996 Lady D, trova che il personaggio della serie sia somigliante?

Mi ha molto colpito l’ultima stagione di The Crown, la aspettavo con ansia perché e’ proprio dedicata agli anni di Lady Diana e agli anni che ho seguito con attenzione. E’ la prima volta che viene rappresentata Diana in una fragilità cosi devastante, in una disperazione e in un rapporto con una famiglia reale davvero anaffettiva. L’ho trovato davvero verosimile e guardandolo ho sofferto pensando ad Harry e a William. Credo che per loro, per quello che hanno passato, soprattutto per Harry che era il figlio più piccolo, veder rappresentata così la mamma, nelle sue debolezza, nella bulimia possa essere stato straziante. E’ stato forte per me che sono un osservatore esterno, mi immagino quanto possano aver sofferto loro vedendo questa mancanza di amore cosi chiara, le bugie di Carlo, la Regina Elisabetta così fredda nel non concedere un abbraccio. Hanno calcato la mano nella sofferenza di Lady D ma penso che lo abbiano fatto, essendo molto capaci, avendo delle informazioni certe.

Le piacerebbe tornare in tv proprio alla conduzione di un programma sulla famiglia reale? Quando la rivedremo, comunque, in televisione?

Tornero’ in tv quando ci sarà qualcosa di interessante che io possa fare. Non lo escludo assolutamente ma in questo momento mi occupo di altro. Mi piacerebbe parlare dei Reali ma bisogno trovare sicuramente una formula diversa da quella di “Stirpe Reale” che funzionava negli anni novanta. Penso che sia interessante raccontare oggi la corona nell’ottica del cambiamento della monarchia, che alla fine è un’istituzione anacronistica oggi che in alcuni casi, come quello del Regno Unito, resiste e genera ancora tanto interesse. C’è sicuramente una nuova generazione di principi e reali che una volta erano piccoli e ora aspirano al trono. Andrebbe raccontato tutto con un’altra chiave, non con la distanza di allora ma con la consapevolezza che sono persone normali che rappresentano la sublimazione della normalità e per questo ancora affascinano.