Tempo Libero
Tempo Libero

X Factor 2021, quinta puntata dei Live: i voti della serata

Nuova doppia eliminazione. In vista della semifinale del talent show, i concorrenti passano da sette a cinque. Salutano Le Endrigo e Nika Paris. Ospite Ed Sheeran. Le pagelle di giudici, cantanti e band.

Nuova doppia eliminazione. In vista della semifinale del talent show, i concorrenti passano da sette a cinque. Salutano Le Endrigo e Nika Paris. Ospite Ed Sheeran. Le pagelle di giudici, cantanti e band.

Terzultimo atto di X Factor edizione numero 15. Personale opinione, qui ci stiamo avvicinando alla fine e nessuno ha davvero spiccato il volo. A meno di non voler considerare interessante gente tipo il Mariottide biondo gIANMARIA. Ma tant’è, questi sono. Due le manche. Nella prima, ciascuno dei “magnifici” sette presenterà un altro inedito. Nella seconda (con orchestra), i restanti sei rovineranno invece canzoni di altri. Ma prima Ed Sheeran, con un maglione che non mi metterei nemmeno sotto tortura, ma che costerà almeno duemila euro. In compenso parla l’italiano meglio di Mika.

Hell Raton

Arriva all’appuntamento di questa settimana con un solo concorrente. E ci arriva vestito come Joker. Ma con i guanti che si mettono per fare pesi in palestra, contro i calli. Voto 6.

Mika

Pure Mika non scherza. Esibizione dopo esibizione è il più critico della serata, ma non con il frontman dei Bengala Fire, a cui fa pesanti avances. Voto 7.

Manuel Agnelli

Per fortuna ci pensa lui a tenere alta la bandiera dell’eleganza… Puntuale nei giudizi, talvolta severi ma giusti. Voto 6,5.

Emma Marrone

Un po’ casa Stark un po’ avvoltoio del cartoon Robin Hood, non è in una grande serata. Perde Le Endrigo… Voto 6.

Le Endrigo

Panico. Cioè, è il loro inedito che si chiama così. Più che panico, da paura. Ma escono al ballottaggio con il bel Fellow. Peccato, perché avrebbero fatto la cover di Karma Police dei Radiohead, di sicuro meglio di Creep rifatta da Vasco Rossi. Voto 7.

Baltimora

Cosa hanno in comune Black Sabbath, Iron Maiden, Rammstein? Hanno inciso una canzone con il nome della band. E lo stesso fa Baltimora, più autoreferenziale non si può. L’ha tenuta a lungo nascosta, forse non faceva male. Nella seconda manche canta Stay, lasciandomi il dubbio che in effetti sia capace di rendere qualsiasi cosa una lagna. Voto 5,5.

Erio

Erio si esibisce con Fegato, che personalmente mi piace molto, cucinato alla veneziana. La canzone è stata scritta tra l’altro da Giuliano Sangiorgi, l’Erio del Salento. Nella seconda manche canta Bird Guhl, del gruppo Antony and the Johnsons, il cui frontman ora è una donna transgender chiamata Anohni e bla bla bla. Tutto molto bello (Agneli finge pure di piangere), ma alla fine fa sempre la stessa canzone. Voto 6.

Fellow

Completo pastello e t-shirt bianca d’ordinanza, canta Non Farmi Andare, che è un po’ l’invito a chi lo sta guardando da casa. Poi porta The Scientist, classico dei Coldplay: non ci vuole uno scienziato per capire che sia una scelta piaciona da parte di Mika. Ma l’arrangiamento e la sua voce convincono Voto 6,5.

Nika Paris

Ha scritto No Limit sul treno ad alta velocità, nel senso che ci ha messo 20 minuti. E non le è mica venuta male. Poi si esibisce in una versione di Don't Start Now, che forse non aggiunge niente all’originale. Ma la vie c'est fantastique quando canta Nika Paris. Viene fatta fuori a tradimento, quando non può salire sul palco perché è passata la mezzanotte. Voto 7,5.

gIANMARIA

Il cantore del disagio presenta Senza saliva, che in effetti si azzera durante l’ascolto. Nella seconda manche reinterpreta (leggasi massacra) senza vergogna Rimmel. Ma voi, seriamente, andreste a vedere un concerto di gIANMARIA? Voto 4,5.

Bengala Fire

Amaro mio: in effetti ne servirebbe un po’ per digerire la loro esibizione, che per le sonorità potrebbe rimanere indigesta. Davvero brutta la cover di Girls & Boys dei Blur, durante la quale il cantante abbandona l’accento di Manchester per biascicare peggio di gIANMARIA. Voto 5,5.

Tra le due manche c’è il duetto Ed Sheeran-Casadilego, che deve il suo nome d’arte proprio al brano Lego House dello stesso cantautore britannico. D’altra parte a chi non piacciono i mattoncini. Comunque pare simpatico questo rosso, un po’ stordito magari. Speriamo che l’incontro con Tersigni (4 al monologo) non lo abbia traumatizzato troppo.