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Perché i cantanti dicono «FantaSanremo»?

Piaccia o non piaccia, per tutti Sanremo è il festivàl della canzone italiana. Sì, ok, i big, i giovani, i fiori, i look più o meno azzeccati. E soprattutto meme e tanta, tantissima di quella “sana” satira homemade, che nasce nei gruppi di ascolto in rete e che poco ha a che fare con haters e compagnia anti-cantante.

Perché i cantanti dicono «FantaSanremo» e «Papalina»

E allora, con queste premesse, non bisogna stupirsi se a volte sul palco dell’Ariston vanno in scena dei tormentoni che non hanno niente a che fare con le canzoni in gara. Come il famoso "Gnigni”, groviglio di suoni che Pierfrancesco Favino ha reso popolare nell’edizione 2018 di Sanremo. Qualcuno si sarà chiesto perché quest’anno i cantanti si ostinino a gridare a ogni esibizione “FantaSanremo!” o “Papalina!”. Il mistero è svelato: sono i tormentoni di quest’anno, ma c’è qualcosa di più.

Che cos’è il FantaSanremo

Perché il FantaSanremo è una vera e propria competizione nella competizione, nata nel 2019 da un gruppo di appassionati, e diventata sempre più popolare di anno in anno, fino a “esplodere” letteralmente nell’edizione 2022 del festival.
Lo schema è simile a quello del fantacalcio e di tutti i fantasport: c’è un budget virtuale di partenza (nel caso di SanRemo viene valutato in “Baudi”) che serve per acquistare una squadra di cantanti. Di sera in sera la squadra guadagnerà un punteggio basato su ciò che faranno o diranno durante la loro esibizione, ai piazzamenti in classifica e molto altro (outfit, ecc.). Ad esempio se un artista dice “Papalina”, chi lo ha in squadra guadagna 50 punti.

I tormentoni prima del FantaSanremo

In principio fu la Gialappa’s Band, che ogni anno, commentando il Festival, si cimentava in sfide sempre più nosense. Epocale fu l’edizione del 2003, quando, prendendo in giro un tic verbale di Sergio Cammariere, riuscirono a far pronunciare in diretta a praticamente tutti i cantanti in gara e agli ospiti delle varie serate la parola “situation”. Compresa Alexia, vincitrice quell’anno con Per dire di no, che durante lo urlò durante l’esibizione finale post premiazione. I Gialappa’s raccontano di un Pippo Baudo non particolarmente euforico di questa trovata.

E poi il già citato “Gnigni”, che portava la firma di un altro collettivo comico, ovvero i The Jackal, che intorno alla gag costruirono una serie di video diventati virali. 

Foto apertura: LaPresse