The Marvelous Mrs Quarantine: L'inconvincibile

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Quarantena e qualità nascoste: The Marvelous Mrs Quarantine e la trasformazione in pop star dei balconi e in esperti di salto in lungo per il lievito.

Tutti quegli anni passati a cantare le canzoni dello Zecchino d'Oro, mentre gli altri bambini uscivano a socializzare, quelli trascorsi davanti alla tele, a commentare le canzoni di Sanremo. A puntare sul vincitore e a perdere tutte le scommesse.

O il Festivalbar, come dimenticare che l'estate significava una sola cosa: restare in casa per poterlo guardare fino alla fine e poi aspettare l'anno successivo per poter finalmente stare di nuovo chiusi in casa a cantare. E nel frattempo, consumare il CD con la copertina rossa e quello con la copertina blu, e imparare tutte le canzoni a memoria. Inventando i testi, ovviamente, ché Google non esisteva ancora e si potevano solo inventare.

Tutti quegli anni sono finalmente serviti a qualcosa: fare bella figura nelle sere passate a cantare in balcone durante il lockdown. È passato di tutto, un po' come alla radio. C'era chi sparava a palla i pezzi indie più strappalacrime. “Ue... deficiente”. Sì, lo sappiamo che l'Unione europea non ci ha dimostrato il massimo della solidarietà in questi ultimi mesi. Poi c'era il vicino trombettista. E quello saxofonista. E il chitarrista bello e dannato. E quello che suonava il piano con la figlia. E vai di inno nazionale cantato in piedi, con tanto di mano sul cuore.

Le canzoni che hanno fatto storia della musica italiana e internazionale, da Adriano Celentano a Claudio Baglioni, dai Queen ai Beatles. Le abbiamo cantate tutte e, ancora oggi, il balcone ha assunto una nuovo significato per noi: non più luogo in cui stendere i panni o prendere il sole, ma piccolo palco in cui continuare a mettere in mostra il proprio egocentrismo. Finché disturbo della quiete pubblica e denuncia dei vicini non ci separi.

Ma non è finita qui: avete presente tutto quelle mezze maratone fatte in metropolitana per cercare di sgattaiolare dentro il mezzo mentre le porte stavano per chiudersi? Il brivido di essere stritolati, l'ebrezza di ritrovarsi comunque incastrati in mezzo a centinaia di altri esseri umani che erano probabilmente riusciti a salire a bordo proprio come te?

Ecco: questo allenamento è riuscito a trasformaci, in questi mesi, in maestri di salto in lungo e allungamento braccio per recuperare l'ultimo panetto di lievito presente nel supermercato di turno. Prima della vecchina di 80 anni, prima della bambina che non mangiava la pizza da mesi e alla quale la mamma aveva fatto una promessa, prima della vicina che si vanta sempre di fare la pizza migliore di tutto il quartiere.

Questa quarantena ha proprio tirato fuori qualità rimaste sopite nel tempo, addormentate su un letto fatto di impegni e sbattimenti quotidiani. Così, un nuovo sabato è in arrivo. La farina è già in pole position. La playlist da cantare oggi è pronta.

E questa è la cronaca di un mercoledì di lockdown post-lockdown. Quando il tuo capo continua a chiamarti da giorni, ma tu stai ripassando il testo di I Want to Break Free e congelando i 20 panetti di lievito che sei riuscita ad aggiudicarti questa volta.

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