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Il lato positivo

La rubrica di Elena Bernabè e Sandra Saporito per riuscire a guardare in una prospettiva diversa e arricchente anche le circostanze più complesse del nostro quotidiano.

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Psiche
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Il potere terapeutico delle pulizie domestiche

Di come prendersi cura della propria casa e liberarsi degli oggetti inutili può diventare una cura per l'anima.

Di come prendersi cura della propria casa e liberarsi degli oggetti inutili può diventare una cura per l'anima.

La nostra casa ci riflette, è il nostro spazio sacro, il nostro nido, il luogo dove ci sentiamo protetti e dove possiamo essere noi stessi al 100%, ma se proviamo un senso di oppressione, frustrazione nella nostra espressione, nel nostro modo di vivere, potrebbe essere utile guardarsi intorno e vedere come trattiamo la nostra abitazione: l’entrata è ingombrata da troppi ricordi posti sui mobili? C’è troppa polvere sui lampadari? Abbiamo cantine e sottotetti dimenticati a loro stessi?

Prenderci cura della nostra casa è un atto importante e se consideriamo che essa rispecchia ciò che siamo, abbiamo delle buone motivazioni per cominciare a guadare da un altro punto di vista le pulizie domestiche. Per esempio, guardandoci intorno possiamo chiederci cosa stiamo trascurando nella nostra vita, in noi. E perché.

Rimettere ordine in casa e nella nostra vita

Vivere in uno spazio pulito e ordinato ci aiuta a vivere con maggiore serenità. Trovare il telecomando senza passare 10 minuti a rovistare tra i cuscini del divano e in ogni angolo del salotto prima di vedere un film aiuta di certo a vivere la serata con un carico di frustrazione in meno. Cosa dire poi degli oggetti inutili che riempiono cassetti ed armadi, dei piccoli elettrodomestici rotti che aspettano da un’eternità di essere sistemati, e dei “brutti” regali ricevuti durante le feste di fine anno che teniamo per senso del dovere? Una casa troppo piena ingombra lo sguardo e la mente, la polvere si accumula come i pensieri fino a quando abbiamo un sussulto di consapevolezza (o sopravvivenza?) e spalanchiamo porte e finestre perché ci sentiamo soffocare. Basta, non se ne può più... A casa Adda piglia aria!

Gli oggetti non devono rubarci la vita, devono semmai sostenerla e renderla più piacevole e facile.

Al di là dell’aspetto funzionale dell’organizzazione e del mantenimento della casa, ci sarebbe nelle pulizie domestiche un aspetto introspettivo importante, che secondo i monaci buddisti aiuterebbe nel proprio percorso spirituale. Il messaggio del libro Manuale di pulizia di un monaco buddhista. Spazziamo via la polvere e le nubi dell'anima di Keisuke Matsumoto (ed. Vallardi) è proprio questo: quando si pulisce casa, si pulisce anche l’anima.

La sporcizia e il disordine sono in grado di contagiare il nostro stato d’animo ma anche l’aria che tira in casa non scherza affatto. "Indipendentemente da quanto pulisci le cose in superficie, se l'aria intorno a te è stantia, anche la tua mente si sentirà in questo modoafferma Mastumoto. Quindi togliamo tutto ciò che non sentiamo nostro, o che non ci riflette più. Abbiamo il diritto di cambiare, di evolvere, e la casa deve poter accompagnarci nel nostro percorso (almeno che decidiamo di traslocare, ovviamente).

La possibilità di toccare con mano il riflesso della nostra sensibilità interiore può in molti casi rivelarsi terapeutico: eliminare finalmente gli oggetti legati alle persone che ci hanno fatto soffrire permette di liberare spazio nella nostra casa ma anche nella nostra vita.

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Dare la giusta importanza a ciò che ci circonda

È possibile vedere nelle pulizie domestiche un allenamento ad un corretto modo di pensare ed agire, attraverso l’attenzione costante e lo svolgimento di piccole azioni quotidiane, che si riflette anche nel nostro modo di relazionarci col mondo esterno. Prenderci cura delle piccole cose ci stimola a occuparci meglio di noi e delle relazioni che tessiamo con gli altri: dopotutto ci vuole attenzione, sensibilità, cura, e anche una buona dose di volontà per sistemare le cose quando si guastano.

Allo stesso modo, la negligenza, la pigrizia portano alla devalorizzazione continua, fino al punto di rottura. “Cos'è esattamente la spazzatura? Cose sporche, logore, inutilizzabili, non più utili, non più necessarie e così via. Eppure niente inizia come spazzatura. Le cose diventano spazzatura quando vengono trattate come spazzatura” continua Matsumoto. “Le persone che non rispettano gli oggetti non rispettano le persone. Per loro tutto ciò che non serve più è solo spazzatura. Un bambino che cresce guardando i propri genitori agire in questo modo arriva a percepire allo stesso modo non solo le cose ma anche gli amici”.

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Trasformare le pulizie domestiche in una coccola per l’anima

Le pulizie domestiche hanno un grande potere sulla nostra vita interiore, motivo per il quale bisognerebbe evitare di farle controvoglia ma con una predisposizione d’animo che permetta di portare l’azione esterna dentro di sé.

Per me è stato una scoperta ma pulire casa può essere davvero piacevole, rilassante, terapeutico quando ci si dà il tempo per farlo. Incastrare i lavori domestici tra due impegni è inutilmente stressante e contro-produttivo, molto meglio dedicarci tempo concentrandoci su una stanza, o una mansione alla volta, che ci permette di focalizzare la nostra attenzione su ogni singola azione e di conseguenza staccare mentalmente dal mutltitasking al quale siamo costrette sempre più per far fronte ai molti impegni. Anzi, può diventare parte di una vita più Mindful. Rilassa la mente, trasmette serenità e un senso di pace ed appagamento interiore.

Ma se non sai da dove cominciare, ecco qualche consiglio tratto dal libro di Mtasumoto: per lasciare andare gli attaccamenti materiali, pulisci le macchie; per purificarti dai desideri mondani, spolvera; stira se vuoi appianare le rughe nel cuore, tratta ogni oggetto con rispetto e proverai maggiore gentilezza e compassione… Da provare!

Quando separarsi dagli oggetti è difficile

Fare pulizia in casa significa anche valutare cosa vale la pena tenere e cosa lasciare andare. Marie Kondo, autrice de Il magico potere del riordino (ed. Vallardi), insegna che ogni oggetto che vogliamo eliminare deve essere salutato con un sentimento di gratitudine. Ciò che è rotto va sistemato o buttato, ciò che non ci dà più gioia e non serve più va venduto o regalato.

Eliminare i vecchi vestiti, i mobili, gli oggetti rotti o mai usati e tenuti in disparte per chi sa quanto tempo, ci confronta col passato, coi sogni infranti e le speranze mai corrisposte. Liberare spazio a volte significa imparare ad ascoltarsi, ad accogliere il vuoto, a volte a fare il lutto del passato. Riuscire per un attimo a stare in questo vuoto senza cedere alla tentazione di riempirlo di nuovo, ma dandosi semplicemente l’opportunità di attraversare questo stato con gentilezza e consapevolezza verso di noi, con i nostri tempi, può aiutarci a vedere con più chiarezza chi siamo e cosa vogliamo veramente nella nostra vita. E nella nostra casa.

Sandra Saporito