Ansia: gli esercizi per limitarne gli effetti

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Con l'ansia talvolta bisogna convivere, ma ciò non vuol dire doverla subire passivamente. Vi sono alcuni esercizi che si possono fare quotidianamente per limitarne gli effetti indesiderati  

Con l'ansia talvolta bisogna convivere, ma ciò non vuol dire doverla subire passivamente. Vi sono alcuni esercizi che si possono fare quotidianamente per limitarne gli effetti indesiderati  

Paura, ansia e attacchi di panico sono comunicazioni che la nostra psiche e il nostro corpo ci inviano e che talvolta necessitano di venire compresi per essere superati: il sintomo è portavoce di un malessere individuale o relazionale.

La sua esistenza, per quanto invalidante e scomoda, ha spesso un significato salvifico, che attraverso il percorso psicologico si può mettere a fuoco.

Stante questa premessa, alcuni aspetti legati alla sintomatologia ansiosa possono essere comunque ridimensionati, e illustrerò ora 2 suggerimenti per farlo.

Il giusto spazio ai rimuginii mentali

Chi si preoccupa in maniera eccessiva ha la fuorviante sensazione che rimuginare sulla situazione fornisca maggiore controllo sull’incertezza che lo attanaglia.
In realtà è vero l’opposto:

quanto più indugiamo sui pensieri negativi, tanto più i relativi pericoli ci sembrano reali e spaventano, aumentando la loro incontrollabilità.

 

Certo il problema non si pone se le nostre preoccupazioni sono utili a farci trovare soluzioni pratiche ai nostri dilemmi: allora potrebbero essere considerate costruttive. Negli altri casi, invece, le preoccupazioni servono a ben poco e per arginarle è opportuno:

1. Stabilire un appuntamento fisso con le preoccupazioni: dedica una parte della giornata (per esempio dalle 10.00 alle 10.30 del mattino) a riflettere su di esse. Qualsiasi preoccupazione avvenga al di fuori dell’orario prestabilito viene rimandata alla prossima finestra temporale pianificata.

2. Ripensare alle preoccupazioni passate: ripensando alle preoccupazioni del passato, magari, ci si renderà conto che si fatica ad evocarle. Questo è indice o del fatto che mai si sono avverate oppure che si è stati capaci di affrontarle e archiviarle definitivamente anche nella nostra memoria.

La scrittura come atto catartico

Troppo sottovalutato, per combattere ansia e stress, è il potere terapeutico attribuibile alla scrittura: strumento capace di riaprire un dialogo con noi stessi su alcune tematiche difficili da mentalizzare, ma anche al contempo di relativizzare alcuni nostri pensieri che possono se scritti evolvere.

Un recente studio scientifico della Professoressa Sian Beilok indaga la questione e conclude che scrivere a mano, in particolar modo avere costanza nel tenere un diario dei propri accadimenti di ogni giorno, è un antidoto efficacissimo per combattere lo stress, l’ansia e i disturbi di origine depressiva.

Scaricare i pensieri negativi su un foglio serve a spezzare il flusso dei pensieri carichi di ansia che assillano la mente, migliorando la situazione emotiva percepita.


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