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Quali sono le fasi del riscaldamento sportivo

Aiuta a preparare il corpo all'attività fisica e lo protegge dalle lesioni: le fasi delle quali dovrebbe comporsi il riscaldamento sportivo.

Aiuta a preparare il corpo all'attività fisica e lo protegge dalle lesioni: le fasi delle quali dovrebbe comporsi il riscaldamento sportivo.

Il riscaldamento sportivo – gli atleti lo sanno bene – non dovrebbe mai essere sottovalutato. É parte integrante dell’attività fisica. Ci consente di preparare il nostro corpo allo sforzo e di evitare spiacevoli strappi. Un riscaldamento efficace è composto da una serie di esercizi che dovrebbero lavorare sinergicamente per ridurre al minimo la probabilità di lesioni sportive.

Obiettivi del riscaldamento muscolare

Lo scopo primario del riscaldamento muscolare è quello di preparare corpo e mente ad attività più faticose. Quali sono gli effetti del riscaldamento? In primis l'aumento della temperatura interna del corpo, il miglioramento della funzionalità muscolare e l'aumento di frequenza e circolazione sanguigna. Il tutto, rende i muscoli sciolti, elastici e flessibili.

Che riscaldamento fare prima di allenarsi?

Le fasi del riscaldamento sportivoFoto: ammentorp/123RF

Ci sono almeno 4 fasi che dovrebbero fare parte di un riscaldamento efficace, e nessuna di queste dovrebbe essere trascurata. Già, perché nonostante la consapevolezza dell'importanza del riscaldamento muscolare sia diffusa, non tutti, all'atto pratico, lo eseguono.

1. Riscaldamento generale attivo

Ovvero una leggera attività fisica (commisurata al livello di preparazione fisica di chi la pratica). Quali sono le caratteristiche di tale fase? Dovrebbe durare dai 5 ai 10 minuti e provocare una leggera sudorazione. Il suo scopo è principalmente quello di fare aumentare la frequenza cardiaca e respiratoria. E, di conseguenza, favorire il flusso sanguigno ed il trasporto di ossigeno e nutrimento ai muscoli, che lavorando ne hanno più bisogno.

2. Stretching statico

Altrettanto importante è la fase successiva, quella dello stretching statico. Avviene posizionandosi in maniera tale che un muscolo - o un gruppo muscolare - rimanga in tensione. E’ utile per evitare di incorrere in lesioni ma, ancora di più, per la flessibilità generale. Tale tipologia di stretching dovrebbe coinvolgere tutti i principali gruppi muscolari. Anche a questa fase si dovrebbero dedicare dai 5 ai 10 minuti: è fondamentale per la prevenzione di lesioni muscolari e tendinee.

3. Riscaldamento specifico 

Questa terza fase è specifica per lo sport che si pratica. Consiste, infatti, in un'attività più vigorosa e tale da interessare e riprodurre il tipo di movimenti che si andranno a compiere durante l’allenamento effettivo.

4. Stretching dinamico

C’è una quarta fase, quella che consiste in una serie di allungamenti dinamici che vanno fatti consapevolmente e correttamente, in quanto possono aumentare il rischio di lesioni. Lo stretching dinamico è più adatto per atleti di livello avanzato.

Come potete constatare, un riscaldamento muscolare, per essere veramente efficace non deve limitarsi ad una semplice corsetta di qualche minuto. E' consigliabile, quindi, inserirlo a pieno diritto nella propria routine sportiva. In fondo, è solo questione di abitudine. 

Foto apertura: mangostar/123RF