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Yummy dummies - ricette a prova di incapacy

  • Difficoltà

    facile

  • Categoria

    Dolci

  • Porzioni

    8

  • Tempo preparazione

    20 min

    PT20M

  • Tempo cottura

    40 min

    PT40M

  • Tempo totale

    60 min

    PT60M

  • Cucina

    italiana

  • Cottura

    forno

Cosa c'entra la torta paradiso con Winona Ryder e Angelina Jolie? Fidatevi che c'entra eccome! La ricetta di Cucinare Stanca.

Cosa c'entra la torta paradiso con Winona Ryder e Angelina Jolie? Fidatevi che c'entra eccome! La ricetta di Cucinare Stanca.

A noi ragazze (forse una volta ragazze) nate negli anni 80 sono state fornite, attraverso la filmografia della nostra generazione, una serie di spiriti guida molto particolari: le pazzerelle fighe dei film.

Quindi noi, cieche e inconsapevoli, abbiamo introiettato attraverso film come Ragazze interrotte, una nuova equivalenza sociale e di stile per la quale: pazza = figa. Certo, questo vale se sei Winona Ryder o Angelina Jolie, le protagoniste del film, ricoverate in un ospedale psichiatrico femminile alla fine degli anni ’60, che diventano amiche e un po’ nemiche e fanno i drammi maledetti con sguardi persi.

Ascesa e declino della "pazzerella figa"

In questo modo siamo state agevolate a derubricare la malattia mentale a una sorta di stato di grazia che ti conferiva, pur non avendo mai avuto un problema in vita tua, manco un incubo strano di notte, quell’aria maledetta e speciale che secondo noi faceva innamorare tutt* e colmava quel vuoto di contenuti che senza dubbio a 18 anni ci caratterizzava.

Effettivamente dobbiamo essere un po’ oneste, ci è riuscito molto bene il dramma, tanto che adesso non ci ricordiamo più come si faccia a tornare normali, non troviamo il pulsante e stiamo impelagate in una situazione anacronistica e forse non ci ricordiamo più che era solo un gioco a 20 anni fare le hell girls, invece adesso i confini delle cose, con l’abitudine li abbiamo un po’ persi.

Quando la nostra giornata appunto non consiste più in andare all’università con la faccia emaciata e “cento problemi che neanche te li sto dicendo’’, dobbiamo necessariamente semplificarci noi, perché dopo i 30 anni il fascino della pazzerella si potrebbe trasformare in un pantano inaffrontabile che obiettivamente non solo non va più di moda ed è anacronistico, ma davvero non fa più innamorare nessuno, anzi fa tanto tenerezza.

La problematica è anche un’altra, la pazzia imitata non ha gli stessi effetti ammalianti della pazzia vera, ma purtroppo lo capiamo troppo tardi, se qualche adolescente ci legge consiglio di abbandonare subito la pratica.

Come ritrovare la via del paradiso

Quindi nell’ottica di ritrovare il paradiso perduto, dobbiamo fare l’esercizio contrario: normalizzarci e dimetterci dal Claymoore Hospital (ospedale psichiatrico di Ragazze interrotte) con diagnosi: guarite dal ridicolo.

La torta paradiso è abbastanza emblematica di quello che dovremmo, a mio parere, raggiungere nella vita: la prevedibilità e la calma.

Pochi ingredienti, poco articolati, tutti belli pesanti come voi, ma seguendo poche direttive precise si arriva sempre all’obiettivo, che ripeto, deve essere una sorta di paradiso interiore in cui abbiamo poche cose ma messe insieme bene.

Cosa ci serve per questa ascesa celeste (per una tortiera diametro 24):

Ingredienti

  • 150 g di farina 00
  • 150 g di fecola di patate
  • 5 g di lievito chimico per dolci
  • 250 g di burro a temperatura ambiente
  • 280 g di zucchero a velo
  • 6 tuorli
  • 1 uovo intero
  • I semi di una bacca di vaniglia, o aroma a scelta, limone, arancia, bleah
  • Un pizzico di sale

La ricetta della torta paradiso a prova di incapacy

  1. Montate al massimo il burro a temperatura ambiente con lo zucchero a velo e gli aromi, al massimo significa non che appena vi sembra amalgamato va bene, significa che deve inglobare più aria possibile, che renderà la vostra torta paradiso soffice e scema come voi.
  2. L’armonia non vi aiuta solo nella vita, vi aiuta anche in pasticceria, per questo non solo il burro deve essere a temperatura ambiente, ma anche le uova: almeno in cucina non vi auto sabotate, perché le uova fredde raffredderebbero il burro, che risolidificandosi non ingloberà aria a sufficienza.
  3. Sbattete le uova tutte insieme e, una volta che il burro sarà montato perfettamente (come nella foto) inseritele poco alla volta, attendendo sempre che la parte precedente venga assorbita prima di versare la successiva.

  4. Una volta aggiunte le uova versate in 2/3 step la farina, setacciata con la fecola, il lievito e il sale.

  5. Cuocete a 180 gradi per circa 40 minuti.

Se siete state brave e siete state veloci non vi verrà una gobba enorme al centro del dolce, ma visto che l’ascesa al paradiso è un fatto lungo e difficile, ammettiamo l’errore, perciò appena sfornate la torta, senza scottarvi per carità di Dio, capovolgetela per almeno 20 minuti, in questo modo la c.d. ‘bugna’ che si forma sopra verrà risucchiata dall’inferno della torta.

Una volta che la torta paradiso si sarà raffreddata, cospargetela di zucchero a velo e basta, se volete la mangiate.

Con questo non voglio dire niente, solo esprimervi un concetto che per me è valido sempre: se vi sembrano matte, sono matte, se dicono di essere matte sono sceme.

Ricordando sempre Calvino, il mio spirito guida, altro che le varie poste del cuore, che traccia per noi la via da seguire e io, per non saper né leggere né scrivere, mi ci affiderei ciecamente:

«l'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio».

Calvino batte Ragazze interrotte 10 a 0.

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Foto: Ilaria Muri