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6+1 espressioni in romanesco dalla serie TV di Zerocalcare

Tutti ne parlano, qualcuno se ne lamenta: naa prima serie de Zerocalcare ce sta ‘n botto de espressioni in romanesco. Tocca fàssene ‘na raggione. Oppure, potete leggere la nostra guida e imparare 6+1 modi di dire sentiti in Strappare lungo i bordi.

Tutti ne parlano, qualcuno se ne lamenta: naa prima serie de Zerocalcare ce sta ‘n botto de espressioni in romanesco. Tocca fàssene ‘na raggione. Oppure, potete leggere la nostra guida e imparare 6+1 modi di dire sentiti in Strappare lungo i bordi.

Il 17 novembre è uscita la serie TV di Zerocalcare prodotta da Netflix. Attesissima dai fan, Strappare lungo i bordi è un racconto in sei episodi, della lunghezza complessiva di circa due ore. L’autore, con l’autoironia che lo contraddistingue, ha dichiarato in un post su Instagram: «Ciao, è uscita Strappare lungo i bordi, lo so che ve stanno a fa una capoccia così ma tenete presente che gli episodi durano 20 minuti scarsi quindi in un’ora e mezza ve la siete levata dar ca**o».

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Zerocalcare: chi è l’autore di Strappare lungo i bordi

Per chi - a dispetto del milione di copie vendute - ancora non conoscesse Zerocalcare (pseudonimo e alter ego artistico dell’instancabile fumettista Michele Rech), potremmo sintetizzarlo come segue. Uno che fa “i disegnetti” (come ama definirli lui stesso, che di prendersi sul serio proprio non è capace), raccontando in maniera surreale episodi di vita vissuta, attingendo da un immaginario legato ai cartoni animati e alle serie TV di culto per chi è nato negli anni Ottanta.
Oltre alle rubriche fisse su magazine come Wired e L’Essenziale, si contano una decina di graphic novel, un film ispirato al suo primo libro e - come dimenticarli? - i suoi commenti settimanali della pandemia, nel 2020, ospite di Propaganda Live.

La polemica sulla serie in romanesco di Zerocalcare

Strappare lungo i bordi è un omaggio a chi segue Zerocalcare fin dagli esordi, ma, al tempo stesso, è anche una serie-evento pensata per arrivare diritta al cuore di un pubblico più vasto - quello delle serie TV, per l’appunto - e appassionato anche di animazione. Eppure, il titolo di punta di Netflix per l’autunno 2021 ha scatenato non poche polemiche.

Una serie TV da sottotitolare?

Com’era prevedibile, Strappare lungo i bordi è subito finita in cima alla classifica dei contenuti più visti su Netflix. Doppiata da Zerocalcare stesso insieme a Valerio Mastandrea (nel ruolo dell'inseparabile Armadillo, prosopopea della coscienza del protagonista), e traboccante di espressioni in romanesco, la serie TV è stata giudicata quasi incomprensibile da una fetta di spettatori. La diatriba si è poi spostata sul web, dove i toni si sono infiammati, tra fan fedelissimi della prima ora e detrattori parvenu. Magari gli stessi, abituati a vedere Gomorra sottotitolata, si sono, in questo caso, scagliati contro un “eccesso di romanità”, tale da rendere (così si dice) Strappare lungo i bordi quasi ostrogoto per chi non discende da Romolo e Remo.

Zerocalcare - Strappare lungo i bordi

Le espressioni in romanesco di Zerocalcare

Ora, chiariamo una cosa: la scrivente a Roma ci è nata, e ci è pure vissuta pe’ ‘n botto de anni: speriamo le perdonerete che in questo frangente ceda a un pizzico di campanilismo (e che parli di sé in terza persona, touchée). Per chi ha emesso i primi vagiti sull’Isola Tiberina, è una fatica persino arrendersi all’evidenza che il concetto di “ottobrata romana” sia poco comprensibile appena al di fuori del Grande Raccordo Anulare.
La reazione di Zerocalcare, nondimeno, è stata esemplare.

E voi, volete guardare la serie TV di Zerocalcare facendo a meno dei sottotitoli? Niente paura: ecco 6+1 espressioni in romanesco che cascano proprio a fagiolo. Anzi: a ciccio de sellero.

1. Battere i pezzi

Zerocalcare lo dice a proposito di una ragazza che gli piaceva e a cui anche lui piaceva. Chi “te sta a batte i pezzi” è qualcuno che sta flirtando con te, che ti vuole corteggiare. Attenzione: se l’insistenza è esagerata, battere i pezzi assume anche un significato spiacevole, fino a sfociare in un vero e proprio accollo.

2. Che accollo

Quello dell’accollo è un tema ricorrente nella poetica di Zerocalcare, tanto da comparire nel titolo del sesto libro, L’elenco telefonico degli accolli. Il significato di accollo, nella sua accezione romanesca, non combacia con l’argomento di diritto civile che ben conosce chi ha studiato Giurisprudenza. No, qui stiamo parlando di uno specifico tipo di fastidi, soprattutto quando l’accollo è incarnato da una persona: chi vi si appiccica e non vi molla più, in particolare se è assillante o in qualunque altro modo a voi sgradito.

Zerocalcare - Strappare lungo i bordi

3. Sentirsela calla

All’ombra del Colosseo, sentirsela calla vuol dire essere molto sicuri di sé. Occhio, però, a non fare troppo gli sbruffoni. In questo caso, se vi viene detto: “Nun te la sentì calla”, vuol dire che è arrivato il momento di abbassare la cresta.

4. Se ciancica / Ciancicarse

L’essere ciancicati può essere una condizione fisica, ma anche dell’anima. Letteralmente vuol dire spiegazzato/rovinato, ed è un termine che può quindi riferirsi, ad esempio, a un vestito o a un quotidiano. Se invece a ciancicarse è una persona, vuol dire che si sente un po’ strapazzata.

5. Se fracica

Fracicarse vuol dire bagnarsi fino a infradiciarsi. Nota bene: l’accento è sdrucciolo, cade sulla prima “a”. 

6. Ingarellarsi

Visto che il “nostro” ha usato questo termine proprio per segare le gambe alla querelle internettiana, impariamo anche quest’espressione. Ingarellarsi significa competere e, per estensione, anche mettersi gli uni contro gli altri. Un’espressione perfetta per dirimere una lite tra fazioni: fan contro detrattori.

Bonus track: stica**i vs mecojoni

Per fare un figurone con i vostri amici romani, ma soprattutto per evitare i loro “mortacci”, famo a capisse su un'annosa questione: “Stica**i” è romanesco e vuol dire "Chi se ne frega”. Non usatelo MAI con il significato di “Che fi*ata!” o di “Accidenti”. In quel caso, infatti, l’espressione da usare è una e soltanto una: “Mecojoni”.