Assorbenti, dove sono gratis e dove sono un lusso

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La chiamano Period Poverty e costringe le ragazzine di tutto il mondo a prostituirsi o a ricorrere alle suole delle scarpe per tamponare le perdite. Qualcosa sta cambiando, ma c'è ancora tanto da fare (anche in Italia) 

In Kenya una quindicenne su dieci si prostituisce per ricevere assorbenti. Questo nonostante il Paese africano sia stato il primo al mondo ad abolire l'imposta sulle vendite per gli articoli mestruali nel 2004. A quell'età stai combattendo con il tuo corpo che cambia. Ti stai appena abituando alla ciclicità di gonfiori e dolori. Ma soprattutto, sei una ragazzina che non riesce a gestire lo stigma sociale, la vergogna. Altrove, queste stesse ragazzine non riescono ad avere l'assistenza di base per gestire un fenomeno naturale del suo corpo.

La chiamano period poverty. In parti più fortunate del globo gli assorbenti sono ancora considerati beni di lusso, e quindi tassati come tali. Ma in alcuni paesi le donne hanno iniziato a far sentire la propria voce e qualcosa sta cambiando. Nelle scuole statali inglesi gli assorbenti saranno gratuiti per tutte le studentesse. Il traguardo è stato raggiunto grazie all'impegno di Amika George, che nel 2017 (quando aveva solo 17 anni), ha dato il via alla campagna Free Periods.

La lotta alla period poverty è al suo apice e qualche vittoria la stiamo portando a casa: ecco i Paesi che hanno scelto di regalare o detassare gli assorbenti.

Il sistema inglese

La battaglia di Amika George ha reso possibile un sistema che permetterà alle scuole inglesi di ordinare via mail o telefono assorbenti monouso o riutilizzabili, interni con o senza applicatore. Sarà possibile avere anche le coppette mestruali. A supportare il programma sarà la phs Group.

Ogni istituto dovrà gestire un budget governativo. Il sistema sarà attivo anche nei college inglesi frequentati da alunni tra i 16 e i 18 anni. Amika, oggi ventenne, ha commentato così questa conquista. «È un enorme passo in avanti verso l’eliminazione della "period poverty" nel Regno Unito e a favore dell’uguaglianza di genere».

Secondo i dati in possesso dell'attivista, la period poverty colpisce il 42 per cento delle ragazze del Regno Unito tra i 12 e i 14 anni, costrette a ricorrere a soluzioni di fortuna durante il ciclo mestruale. Calzini o carta igienica al posto degli assorbenti, per capirci. Secondo i dati di Plan Uk una ragazza su dieci non ha i soldi per gli assorbenti e il 49 per cento ha saltato la scuola almeno un giorno per via delle mestruazioni. No, non è il Kenya: è la civilissima Inghilterra. Ma cosa succede nel resto del mondo? 

Il caso Scozia

Il primo posto nel mondo a rendere gratuiti gli assorbenti è la Scozia. Siamo sempre nel Regno Unito, ma si sa, qui si sentono nazione a parte. Nel 2017 il governo scozzese ha varato un progetto pilota per tutte le donne in difficoltà. Poi sono arrivati i primi 5 milioni di sterline per espandere il progetto. Oggi il programma ha ricevuto 4 milioni di sterline in più. «In una società ricca come la Scozia, nessuno dovrebbe soffrire l'indignità di non avere i mezzi per i bisogni primari - ha dichiarato il Communities Secretary Aileen Campbell - Vogliamo continuare a ridurre lo stigma e incoraggiare l'uguaglianza di genere, oltre a ridare dignità a chiunque abbia le mestruazioni, a prescindere dal proprio reddito».

Detassati in Germania

In Germania si è scelta una soluzione più soft (per il governo, non per le ragazze). Gli assorbenti sono stati declassati dallo status di beni di lusso: di conseguenza, dal 1° gennaio 2020, a questi prodotti sarà applicata l'Iva del 7 per cento, quella prevista per i beni di prima necessità. La decisione è stata presa grazie all'azione delle attiviste Nanna-Josephine Roloff e Yasemin Kotra. Con le 200 mila firme raccolte con una petizione online, le due donne hanno raggiunto il proprio obiettivo.

Il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz ha riconosciuto l'importanza della petizione online per il cambiamento della legge. Alla Cnn Roloff aveva detto: «La tampon tax è la dimostrazione di come la misoginia sia ancora prevalente nella nostra società». Il prossimo passo sarà chiedere la distribuzione gratuita di assorbenti in tutti i servizi pubblici, compresi scuole e ospedali.

All'interno dell'Unione Europea le posizioni sulla period poverty sono diverse. L'Ungheria è il Paese dove l'Iva è più alta e raggiunge il 27 per cento. Seguono Danimarca, Croazia e Svezia, ferme al 25 per cento. Tra quelli che vogliono intervenire per abbassare la tampon tax ci sono Francia, Spagna, Portogallo e Olanda. L'Irlanda ha un'Iva quasi pari a zero sui prodotti sanitari. Invece la Grecia buole passare dal 13 per cento al 23 per cento.

Il programma pilota di Seul

Nel 2018 il governo sudcoreano ha lanciato un programma per distribuire assorbenti gratuiti in dieci centri di interesse di Seul, compresi Seoul Museum of Art, Seoul Metropolitan Library e Seoul Museum of History. Tutto è nato dallo scandalo suscitato da alcune ragazzine costrette a usare le suole delle scarpe al posto dei tamponi.

La lotta alla period poverty in Corea del Sud è passata anche attraverso le proteste che hanno costretto il governo alla fine del 2017 ad ammorbidire le regole sull'importazione, per permettere l'ingresso nello stato delle coppette mestruali in silicone. Nel resto del mondo pochi Paesi hanno dimostrato di avere a cuore il benessere delle donne durante il ciclo. Tra questi ci sono l'Australia e l'India, ma anche lo stato di New York, che ha reso gli assorbenti gratuiti nelle scuole per tutte le ragazze.

Cosa succede in Italia

In Italia l'Iva sugli assorbenti è al 22 per cento. Ma qualcosa si muove, anche se più per iniziative personali che per la sensibilità del Parlamento italiano. Infatti, dopo l'exploit dell'ex Pd Pippo Civati, tutto tace. È stata approvata la riduzione dell'Iva al 5 per cento ma solo per gli assorbenti compostabili e biodegradabili, grazie a un gruppo di parlamentare bipartisan. Prodotti che solo l'1 per cento della popolazione consuma.

Il resto è iniziativa personale, come succede al liceo "Carlo Porta" di Erba, in provincia di Como. Qui Gaia Colombo e Gaia Campora hanno installato un cestino in bagno con degli assorbenti. “Il ciclo non è una scelta. La solidarietà sì. Prendine uno se vuoi, lasciane uno se puoi”, si legge su un cartello. Le due rappresentanti d'istituto hanno creato una tampon box, un cestino pieno di assorbenti a disposizione delle ragazze. L'iniziativa è stata supportata dal dirigente scolastico, ma finora si tratta di un'iniziativa di volontariato, basata sulla buona volontà di chi lascia gli assorbenti nel cestino.

A Cosenza è stata respinta la proposta di installare un distributore automatico di assorbenti nei bagni del liceo scientifico "Scorza". Invece l’Università Statale di Milano è stata la prima in Italia installere distributori di assorbenti nei bagni di tutte le sedi dell’ateneo.

Il futuro di Free Periods

«Il nostro obiettivo è quello di eliminare il senso di vergogna e lo stigma che accompagnano le mestruazioni, - dice George -. È un pregiudizio vecchio e ridicolo e dobbiamo impegnarci tutti per farlo sparire». Questa ex ragazzina, ora già donna, ha un obiettivo: riuscire a portare i prodotti per il ciclo mestruale gratis in tutta Europa. Chissà che non convinca anche qualche altro esponente politico.

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