Giardinaggio

Piante acquatiche in vaso: cura e coltivazione

Il fascino delle piante acquatiche può catturare anche chi ha a disposizione poco spazio. Con alcuni accorgimenti e conoscendone le caratteristiche, è possibile realizzare un giardino acquatico indoor, rilassante e bello da vedere.

Il fascino delle piante acquatiche può catturare anche chi ha a disposizione poco spazio. Con alcuni accorgimenti e conoscendone le caratteristiche, è possibile realizzare un giardino acquatico indoor, rilassante e bello da vedere.

Il fascino è innegabile. Le piante acquatiche trasmettono un senso di serenità e armonia legato all'osservazione della vita vegetale che fluttua in un liquido. Non tutti, però hanno lo spazio per posizionare una grande fontana, un piccolo stagno o un tinello in terrazzo: ecco perché le piante acquatiche in vaso sono la soluzione ideale per riprodurre un giardino acquatico indoor. Un modo abbastanza semplice per ricreare un ambiente suggestivo e portare un po’ di natura in casa. Ecco quindi come coltivare le piante acquatiche in casa

Piante acquatiche in vaso: il nuovo trend del giardinaggio 

È di sicuro una tendenza recente quella di coltivare in casa e in vaso le piante acquatiche. Un’esperienza alternativa alla solita coltivazione che regala grandi soddisfazioni e si sta sempre di più rivelando un trend molto apprezzato da giardinieri, flower designers, appassionati di verde - d'altra parte, in questo periodo, la verdemania è esplosa.

Attenzione, però, perché bisogna saper scegliere con attenzione tra le specie di piante marine più adatte alla coltivazione in acqua e saper mettere in atto alcune azioni specifiche per garantire la buona riuscita di questa coltivazione. Le piante acquatiche, infatti, necessitano di cure specifiche e non rientrano certo tra le piante facili da tenere in casa. Innanzitutto, le piante e i fiori acquatici sono delicati e sono soggetti alla formazione di alghe. Importante, quindi, scegliere bene e mantenere sempre acqua e vaso molto puliti. 

Tipi di piante acquatiche

Tipologie di piante acquatiche in vasoFoto: vacharapong/123RF

In linea di massima le piante acquatiche hanno un’ossatura leggera e flessibile che permette di fluttuare e non sentire eccessivamente la pressione dall’acqua. Le loro radici sono sottili, piccole, perché non devono rimanere ancorate al terreno ma assolvono l’unico ruolo di assorbire nutrienti. Per quanto riguarda le foglie, invece, si caratterizzano per la presenza di moltissimi stomi, ovvero le “finestrelle” che regolano l’ingresso dell’acqua che garantisce lo sviluppo. Normalmente, con le varie miscele e interconnessioni, le piante acquatiche si possono dividere in piante galleggianti, piante ossigenanti e piante palustri.

Piante acquatiche galleggianti 

Le piante acquatiche galleggianti hanno radici fluttuanti non ancorate al fondo, e, ovviamente foglie e fiori che emergono dallo specchio d’acqua. La loro caratteristica è quella di creare ombra sulla superficie acquatica riducendo la luce che la penetra evitando la proliferazione di alghe nocive. Si tratta di piante che si nutrono di sostanze minerali in eccesso e per questo vengono considerata vere depuratrici naturali: possono impedire intorbidamenti e sviluppi di alghe filamentose.
Tra le piante galleggianti più note ci sono: 

  • ninfee azolla caroliniana,
  • azolla filiculoides,
  • ceratopteris pteridioides,
  • eichornia azurea
  • eichornia crassipes
  • hydrocharis morsus-ranae,
  • lemna minor,
  • lemna trisulca,
  • limnanthemum lacunosum,
  • limnobium laevigatum,
  • limnobium spongia e stoloniferum,
  • phyllantus fluitans,
  • pistia stratiotes,
  • riccia fluitans,
  • salvinia auricolata,
  • salvinia natans,
  • stratioites aloides,
  • trapa natane,
  • utricularia minor,
  • urticularia vulgaris,
  • waffia arizza 

Piante palustri

Le piante palustri sono quelle che in genere crescono nella zona che unisce la terra all’acqua di fiumi e laghi. La maggior parte di questa tipologie rientra tra le piante perenni, ha radici in grado di assorbire molta acqua poiché è la pianta stessa ad essere costituita da una percentuale maggiore di liquido. Le radici devono ancorarsi nella terra posta sott’acqua o almeno intrisa d’acqua, per garantire l’assorbimento delle sostanze nutritive. Anch’esse hanno una buona caratteristica fitodepurativa, e aiutano a tenere pulita l’acqua. Tra le più note: 

  • Alisma plantago aquatica,
  • Butomus umbellatus,
  • Carex pseudocyperus,
  • Carex acutiformis, 
  • Carex riparia
  • Cyperus longus
  • Eleocharis palustris
  • Equisetum hyemale
  • Equisetum palustris
  • Glyceria maxima
  • Hippuris vulgaris
  • Iris pseudacorus
  • Juncus effusus
  • Juncus inflexus
  • Lysimachia punctata
  • Lysimachia thyrsiflora
  • Lythrum salicaria
  • Ludwigia palustris
  • Mentha aquatica rubra
  • Menyanthes trifoliata
  • Myosotis palustris o Myosotis scorpioides
  • Phalaris arundinacea var. picta
  • Phragmites australis
  • Preslia cervina Alba
  • Ranunculus lingua
  • Rorippa amphibia
  • Sagittaria sagittifolia
  • Schoenoplectiella mucronata
  • Schoenoplectus lacustris
  • Scirpus sylvaticus
  • Sparganium erectum
  • Stachys palustris
  • Typha latifolia 

Piante acquatiche ossigenanti 

Le piante ossigenanti sommerse sono piante che hanno il fusto completamente immerso in acqua e radicate sul fondo con gemme svernanti sommerse. Possono essere completamente sommerse o con foglie emergenti galleggianti che, a questo punto, hanno le caratteristiche delle galleggianti. Sono piante che liberano grandi quantità di ossigeno, che aiuta a mantenere l'acqua limpida e che crescono in modo molto rapido, assorbono il carico organico presente nell'acqua, limitano la formazione di alghe unicellulari che danno la colorazione verde all'acqua e contribuiscono a evitare il cattivo odore dell’acqua stagnante. 

  • Azolla caroliniana,
  • Ceratophyllum demersus,
  • Egeria densa,
  • Elodea canadensis,
  • Lemna minor,
  • Myriophyllum crispatum,
  • Myriophyllum spicatum,
  • Persicaria amphibia,
  • Persicaria hydropiper,
  • Potamogeton crispus,
  • Potamogeton natane,
  • Utricularia australis

Giardino acquatico indoor: come farlo a casa 

La prima cosa da fare per realizzare un mini giardino acquatico in casa è scegliere il giusto contenitore. Sicuramente il vaso in vetro è quello più utilizzato e permette anche di realizzare belle “scenografie” nonché di dare un’occhiata al piccolo habitat naturale che cresce. É anche possibile, però, scegliere vasi da interno particolari. Anche i vasi in ceramica sono adatti, oltre ad essere più facili da pulire visto che il vetro, favorendo il passaggio della luce, allo stesso tempo favorisce la crescita di alghe che, ricordiamo, non sono piante acquatiche ma nocciono alle piante. 

Una volta scelto il vaso, bisogna ricoprire il fondo con un primo strato di ghiaia o ciottoli su cui andranno posizionate le piantine in vasi o cestelli forati contenenti un terriccio realizzato con terra argillosa, sabbia non calcarea e terriccio organico. I vasetti dovranno poi essere ricoperti con un nuovo strato di ghiaia. A questo punto basterà riempire il vaso senza però puntare il getto dell'acqua direttamente sulle piante.

Importantissima l’esposizione. Anche se il minigiardino può stare in casa, bisogno valutare bene l’illuminazione giusta: i raggi del sole diretti, infatti, non fanno bene alle piante, ma la luce, almeno per mezza giornata, è importante. 

La gestione e manutenzione di un mini giardino acquatico

Il mini giardino acquatico non richiede grandi cure manutentive, ma ci sono delle cose importanti da non dimenticare: 

  • Far circolare l'acqua, cambiandone periodicamente una parte;
  • Potare le piante più infestanti, come le galleggianti, in modo che non invadano tutto lo spazio;
  • Tenere lo specchio d’acqua sgombro dai detriti, per evitare che la loro decomposizione inquini il giardino acquatico attirando zanzare e altri insetti. 

Foto di apertura boon8studio © 123RF.com