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Kate, la futura regina che non sarà mai Diana (per fortuna)

Il 9 gennaio la Duchessa di Cambridge festeggerà il suo 40esimo compleanno. Con Eva Grippa abbiamo ricostruito un ritratto della prossima Principessa di Galles, che va oltre il “sorriso di plastica”.

Il 9 gennaio la Duchessa di Cambridge festeggerà il suo 40esimo compleanno. Con Eva Grippa abbiamo ricostruito un ritratto della prossima Principessa di Galles, che va oltre il “sorriso di plastica”.

Di Catherine, in fondo, non sappiamo nulla. A dirlo è Eva Grippa, autrice di Kate. Luci e ombre della futura regina (DeAgostini, in uscita l'11 gennaio). Moglie del Principe e futuro re (dopo Carlo, of course) William; madre di un altro prossimo sovrano, George, e di altri due bambini; icona di stile e fenomeno economico Made in Uk da non sottovalutare: Kate è un'istituzione non solo per il popolo britannico, ma anche per tutti i fedeli ammiratori della monarchia.

Grippa ha provato a spettinarla un po', parlando del bullismo subito da una giovane Kate, degli attacchi della stampa alla sua famiglia e di tutto ciò che può nascondersi dietro all'impeccabile sorriso della Duchessa di Cambridge. Lei ha fatto del rispetto delle regole reali uno stile di vita. Anzi, una parte del suo Dna. Ed è impossibile non pensare a quanto sia diversa da Meghan, che durante la sua intervista da Oprah ha parlato del suo crollo sotto la pressione delle regole di corte.

Nel suo libro Grippa racconta il passaggio da Waity Kate, la ragazza che attendeva di essere sposata dal suo bel principe, a Weighty Kate, la duchessa il cui peso all'interno della famiglia reale cresce giorno dopo giorno.

Kate libro

Partiamo dal sottotitolo: "Luci e ombre della futura regina". Nell'ultima intervista ci eravamo salutate con una certezza: quella secondo cui gli inglesi non avrebbero mai accettato un "salto dinastico", ignorando il regno di Carlo. Credi che Kate "scavalcherà" Camilla? Dal sottotitolo sembri aver cambiato idea...

«No, non ho cambiato idea: studiando la famiglia reale come istituzione, questo non cambierà. Destabilizzerebbe moltissimo l'istituzione. L'unico modo per vivere questo salto sarebbe vedere Carlo abdicare in favore di William, ma non avverrà. Tuttavia, tutto fa pensare che Kate sia già pronta anche per diventare la prossima Principessa del Galles, titolo ancora più pesante perché sarà la prima a vestirlo dopo Diana. Anche su questo dovrà studiare e farsi le ossa, come ha fatto per tutto il resto».

La famiglia di Kate occupa diversi capitoli del tuo libro. Scrivi: "I Middleton sono da decenni la forza silenziosa (e discreta) dietro la monarchia". Ma è soprattutto il rifugio sicuro di Kate e William, ed è quello che è mancato al primogenito di Carlo e Diana. In molti passaggi è decisiva anche per le sorti della loro storia d'amore. Secondo te nella perfezione di quello che sembra, c'è qualche crepa? Hanno fatto anche loro qualche errore che poteva essere fatale alla regale unione?

«Sì, di errori ne hanno fatti e forse è anche il motivo per il quale oggi sono dietro le quinte e non sotto i riflettori. Come in ogni famiglia, c'è il primo momento in cui si cerca di andare tutti d'accordo. Poi c'è la vita, l'intimità e la quotidianità che mostrano le differenze degli ambienti di provenienza: l'aristocrazia da una parte e l'alta borghesia dall'altra. William e Kate avranno deciso di tenere le cose separate, per evitare che la stampa danneggi anche il loro privato e l'immagine pubblica. Ma sono stati fondamentali non solo per la coppia, ma soprattutto per William».

In che modo?

«William ha perso la madre da bambino ed è cresciuto con una famiglia abbastanza anaffettiva. Con la famiglia di Kate ha trovato delle persone in grado di spronarlo, accoglierlo, di farlo sentire un semplice ventenne. Per questo li ho definiti la spina dorsale della monarchia: perché danno equilibrio alla famiglia e alla coppia. In più, aiutare a crescere i nipoti è stato fondamentale».

Perché?

«Anche George è un futuro re e nulla dà più equilibrio dell'avere uno spazio in cui essere bimbi normali, capaci di divertirsi anche fuori dalle regole».

Parliamo di William e delle altre donne. Una rottura con Kate nel 2007. Tanto gossip. Due anni fa il nome di una presunta amante, Rose Hanbury, Marchesa di Cholmondeley, con tanto di stizza di Kate trapelata in pubblico ad un tentativo di William di avvicinarsi. Da royal watcher cosa hai scoperto sulla coppia, osservandoli in questo frangente?

«Non so se c'è stato qualcosa, ma probabilmente Kate avrà colto una certa simpatia, anche solo di sguardi. Sono molto simili ed erano vicine di casa: un'antagonista perfetta. William si sarà fatto intrigare, ma chissà!».

Impossibile non pensare a quanto diverse siano Kate e Meghan. Al grido di dolore di quest'ultima per "non essere stata protetta" contro la stampa cattiva, si contrappone l'indignazione vissuta e superata da Kate anche davanti ai gossip più aspri sulla madre Carole e sulla sua interminabile attesa di una proposta di matrimonio. Le differenze tra le due sono tante. Qual è secondo te quella più importante?

«La decisione di stare o meno alle regole della famiglia reale. Quella più importante imposta dai royal britannici è il divieto di non parlare con la stampa se si vuole godere della protezione di The Firm. Kate ha sempre avuto il sostegno dei reali, anche quando era solo la ragazza di William. Ma basta vedere cos'è accaduto a Sarah Ferguson all'uscita della sua autobiografia. L'errore di Meghan è l'aver deciso di non stare alle regole, incluse quelle gerarchiche. Lei e Harry erano convinti di meritare un ruolo più importante perché più glam e amati. Ma questo non dà spazio alla voglia di sorpassare gli altri membri della famiglia».

Hai definito Kate un fenomeno economico: oltre ai capi sold out in poche ore dopo l'apparizione in pubblico, c'è di più? Spiegaci meglio.

«Nei primi anni, all'epoca del matrimonio, era stato calcolato che Kate avrebbe portato un miliardo di sterline all'anno, dato calcolato sulla base delle vendite scatenate dall'effetto Kate ad ogni uscita pubblica. Nel tempo, questa stima non ha fatto che crescere ed è stato dimostrato durante il lockdown. Ogni volta che appariva in video, ogni indumento indossato, anche di poco valore, andava sold out a livello internazionale. Tutti i brand beneficiano del suo endorsement. In più, oggi, digitando “Kate middleton dress”, appaiono ancora migliaia di annunci in cui gli abiti indossati da Kate sono rivenduti a cifre folli. A distanza di oltre 10 anni, l'abito di Issa indossato in occasione del fidanzamento con William è venduto a 400 sterline».

Le brutte giornate di Kate. Quali sono quelle più importanti trapelate sulla stampa?

«Ce ne sono due. La prima è un fallimento da imputare alla sua personal stylist, Natasha Archer. In un evento pubblico una folata di vento ha alzato la gonna di Kate, che si è ritrovata in biancheria intima. Da quel giorno è stato adottato lo stesso metodo usato dalla Regina Elisabetta: pesetti cuciti negli orli dei vestiti».

E l'altro brutto momento?

«È legato ad alcune foto che mostrano Kate con dei cerotti sulle mani. Offrire questa immagine, ha scatenato alcune speculazioni legate a un possibile disturbo alimentare. Durante le gravidanze l'abbiamo vista tutti ingrassare e poi dimagrire repentinamente. C'è chi nei cerotti ha visto i segni di Russell, derivanti dall'induzione del vomito fatta inserendo le dita in gola (pratica seguita anche da Diana). Ma altri dicono che Kate sfoghi lo stress grattandosi le mani furiosamente e provocandosi escoriazioni da coprire con dei cerotti».

Nel racconto delle ombre non può mancare il ritratto che il Tatler ha fatto di Kate. Nell'articolo di Anne Pasternak si parla di “aura di mediocrità” e per l'appunto della magrezza di Kate, come se anni di pezzi e film e serie scritti sui disturbi alimentari di Diana non fossero mai esistiti. Perché è successo, secondo te?

«È stata una dichiarazione di guerra. Il direttore del Tatler era un ex compagno di università di Kate. Eppure questo non l'ha fermato. Quell'attacco frontale è stato un atto consapevole, in cui non sono nemmeno state tirate fuori nuove teorie, ma solo cucite insieme tutte le cattiverie che nei circoli aristocratici si bisbigliano sul conto di Kate da quindici anni. La copertina bellissima che le è stata dedicata e il pezzo all'interno fanno solo pensare a un'azione pubblicitaria».

A questo punto, da studiosa di Kate Middleton, hai scoperto se ha dei cibi preferiti?

«Kate con il cibo si conforta e si punisce. Si dice che vada matta per gli avocado, non proprio un cibo a chilometro zero. Con il Principe William condivide la passione per muesli e frutta a colazione. Per il resto, da sportiva qual è sempre stata, sa che l'alimentazione è essenziale. Quindi se con i Middleton si mangia qualche manicaretto della cucina tradizionale, in casa Cambridge si mantiene un regime più salutare, concedendo la pizza ai bambini. Si dice anche che dopo le gravidanze abbia seguito la dieta Dukan per tornare in forma».

Ultima domanda, perché hai sentito il bisogno di dedicare un capitolo al perché Kate non sarà mai Diana?

«Perché quello con Diana è un paragone a cui tutti l'abbiamo sottoposta sin da quando è spuntata al fianco di William. Nessuno potrà mai essere Diana, per fortuna. I suoi problemi sono stati minimizzati dalla famiglia reale, che l'ha lasciata a se stessa. Aveva solo 36 anni: forse è iniziato tutto troppo presto, facendo sbagli che non avrebbe commesso con una famiglia e il giusto sostegno accanto. Kate non è mai stata lasciata sola».

Cosa è cambiato?

«Sin da subito i reali hanno capito che andava aiutata, sostenuta, accompagnata e controllata nel processo di inserimento nella vita della famiglia reale perché sarà lei, un giorno, a dare sostegno ed equilibrio al sovrano, proprio come ha fatto Elizabeth Bowes-Lyon, che aveva trasformato il marito Giorgio VI in un sovrano amatissimo. In più, Kate è stata anche intelligente nel sottrarsi al paragone con Diana».

In che senso?

«Al contrario di Meghan, che pensa di esserne la perfetta erede, Kate ha capito che sottrarsi al paragone con Diana le faccia gioco. Rende omaggio a questa suocera attraverso i gesti, i gioielli, gli abiti, gli eventi, ma non prova nemmeno ad essere lei. Meglio che di Diana continui ad essercene una sola».

Foto apertura: LaPresse