Che cos’è il test di Cooper?

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Ideato nel 1968 da un medico della Nasa per valutare le condizioni atletiche dei materiali, il test di Cooper viene usato oggi nello sport, specialmente di resistenza, per valutare le condizioni di un atleta. La sua efficacia è massima se il test viene ripetuto diverse volte a distanza di tempo: in questo modo si possono valutare le proprie condizioni fisiche e i miglioramenti ottenuti con l’allenamento.

Per fare il test basta munirsi di un cronometro su un tratto di strada misurato precisamente: la pista di atletica è perfetta. Dopo 15 minuti di riscaldamento, si corre per 12 minuti e si calcola la distanza percorsa. Consultando un'apposita tabella sarà poi possibile scoprire il proprio risultato. Per esempio, tra i 30 e i 39 anni se in 12 minuti una donna percorre dai 1700 ai 1999 metri saremo di fronte a un risultato normale. Se ne percorre tra i 1400 e i 1699 siamo di fronte a un cattivo risultato.

Attenzione alle valutazioni: se siete sedentari e ottenete un’ottima valutazione, significa che avete ottime prospettive; un atleta in forma che raggiunge a stento una valutazione media, dovrà rivedere il suo allenamento. Il test andrebbe ripetuto ogni 2/3 mesi per valutare il vostro andamento e di conseguenza fare le modifiche del caso.

Con il test di Cooper può atresì stimare il consumo massimo di ossigeno, ovvero il VO2max.

Foto © WavebreakMediaMicro - Fotolia.com

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