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Cosa significa schiscetta

Termine di uso comune, lo associamo al pranzo fuori casa: ma qual è il significato e da dove proviene la parola schiscetta?

Termine di uso comune, lo associamo al pranzo fuori casa: ma qual è il significato e da dove proviene la parola schiscetta?

La sentiamo spesso nominare in associazione ai pranzi in ufficio e fuori casa in genere, ma cosa significa effettivamente schiscetta?

Termine dialettale milanese con il quale si intende un contenitore portavivande (tra i sinonimi anche portapranzo, marmitta e gavetta), è ormai di utilizzo comune tanto da trovare, anche in giro per il web, intere categorie di ricette della schiscetta indicate da mettere al suo interno. In tutta la penisola, difatti, si conosce il termine schiscetta, e lo si utilizza per identificare il lunch box dentro il quale, appunto, ci si porta dietro – a lavoro così come in giro – il cibo.

Come è nata la schiscetta?

La schiscetta è nata a Milano e, più precisamente, su un tram quando, in seguito ad una brusca frenata, ad un passeggero si riversò in testa la zuppa che il vicino di sedile teneva tra le braccia per poi consumarla all’ora di pranzo.

A tale scena assistette Renato Caimi, il cui genio formulò subito una soluzione, un portavivande a chiusura ermetica che fosse in grado di contenere anche la più liquida delle minestre senza farne fuoriuscire una goccia. Da lì alla creazione della prima schiscetta della storia il passo fu breve, ed avvenne nel 1952.

I tipi di schiscetta

Del contenitore portapranzo esistono diverse versioni: oggi sono principalmente in plastica, per poter essere agevolmente scaldate anche nel microonde, ma sono reperibili in commercio anche in metallo, che permette di mantenere più a lungo caldi o freddi gli alimenti. Ci sono, ancora, le schiscette dotate di scomparti, in modo da poter riporre facilmente varie preparazioni.

Schiscetta in dialetto, tutte le varianti

Il termine schiscetta nei vari dialetti regionali

Foto:Olga Yastremska-123RF

Siete curiosi di conoscere tutti i nomi dialettali con i quali si intende la schiscetta nel resto d'Italia? Continuate a leggere!

Schiscetta in siciliano

In siciliano il termine corrispondente a schiscetta può essere considerato truscia, anche nella variante truscitedda: entrambi identificano il pranzo al sacco.

Schiscetta in napoletano

Si dice marenna, ma si tratta di un’estensione, in quanto non esiste nel dialetto campano un termine che indichi il contenitore. Con marenna, infatti, si suole indicare il pasto frugale che si può consumare a lavoro.

Schiscetta in romano

Anche in romano è difficile risalire ad una parola con la quale intendere la schiscetta. Tuttavia, è da segnalare il termine fagottaro, parola con la quale si intende chi ama portarsi dietro il pranzo in un fagotto.

Idee per la schiscetta

Dopo tanto parlare, non possiamo non fornire delle idee per il pranzo fuori casa.

Tra muffin e plumcake salati, frittate ed insalate non si ha che l’imbarazzo della scelta, ma tra i piatti da schiscetta da non far mancare nella propria ci sono i pokè, la parmigiana, la pasta al forno, le polpette di legumi con contorno vegetale ed ancora le paste fredde.

Se volete optare per le ricette veloci della schiscetta, invece, potete sempre inserirci per sandwich, panini e piadine.

Foto apertura:????????? ?????????-123RF